Citomegalovirus in gravidanza: sintomi, prevenzione e screening ISS 2023

Il citomegalovirus (CMV) in gravidanza è una delle infezioni congenite più diffuse, con circa 13.000 gestanti coinvolte ogni anno in Italia. Il virus può passare dalla madre al feto e causare complicanze importanti, soprattutto se l’infezione avviene nel primo trimestre.
Grazie alle nuove linee guida ISS 2023, oggi è possibile adottare un approccio più preventivo e personalizzato, basato su screening universale, monitoraggio sierologico e terapie antivirali sicure.
Cos’è il citomegalovirus (CMV) e come si trasmette
Il CMV appartiene alla famiglia degli herpesvirus. Negli adulti spesso non provoca sintomi, ma in gravidanza può essere trasmesso al feto attraverso:
– Saliva.
– Urine.
– Contatto diretto con bambini piccoli.
Il contagio può portare a infezioni congenite, con rischi significativi per lo sviluppo del bambino.
Rischi del CMV in gravidanza
Le complicanze più frequenti del CMV congenito includono:
– Perdita dell’udito (ipoacusia neurosensoriale).
– Ritardi nello sviluppo psicomotorio.
– Paralisi cerebrale nei casi più gravi.
– Deficit cognitivi e comportamentali.
Il rischio aumenta se l’infezione materna avviene nelle prime settimane di gravidanza.
Non tutti i neonati infetti mostrano sintomi: circa 10% presenta sintomi alla nascita, e un ulteriore 10% può sviluppare sequele nei primi 6 anni.
Screening CMV: le novità delle linee guida ISS 2023
Prima del 2023, lo screening CMV era riservato solo a donne considerate ad alto rischio.
Le nuove raccomandazioni ISS prevedono:
– Screening universale per tutte le gestanti.
– Controlli sierologici dal primo trimestre fino alla 24ª settimana.
– Monitoraggio ogni 4 settimane.
Interpretazione dei risultati sierologici
IgG e IgM negative → donna suscettibile, massima attenzione alla prevenzione.
IgG positive, IgM negative → infezione pregressa, ma possibile riattivazione del virus.
IgG e IgM positive (sieroconversione) → infezione primaria in atto, necessaria amniocentesi e test PCR.
Prevenzione primaria del CMV in gravidanza
Le regole igieniche sono fondamentali per ridurre il rischio di contagio:
– Evitare baci su labbra e guance dei bambini piccoli.
– Non condividere cibi, bevande o posate.
– Lavarsi accuratamente le mani dopo il contatto con saliva, urine o pannolini.
– Igienizzare giocattoli e superfici contaminabili.
Nuove terapie: valacyclovir
Il valacyclovir è un antivirale sicuro per la madre e il feto. Può ridurre significativamente il rischio di trasmissione verticale se somministrato precocemente, soprattutto nel primo trimestre.
Aspetti medico-legali
Un’infezione da CMV diagnosticata entro la 23ª settimana può rientrare nelle condizioni per l’interruzione volontaria di gravidanza secondo la Legge 194.
Conclusioni
Il nuovo approccio alla prevenzione e gestione del CMV in gravidanza combina:
– Prevenzione primaria con igiene e comportamenti sicuri.
– Screening universale e monitoraggio sierologico.
– Terapia antivirale mirata.
Queste strategie offrono oggi strumenti concreti per proteggere la salute materno-infantile e ridurre il rischio di sequele nei neonati.
Per approfondimenti e aggiornamenti sulle linee guida ISS 2023, visita il sito AOGOI.
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