FIBROMIALGIA: SINTOMI, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

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FIBROMIALGIA: SINTOMI, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

FIBROMIALGIA: SINTOMI, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

La fibromialgia è sindrome dolorosa cronica caratterizzata dalla disfunzione dei circuiti nervosi adibiti alla percezione, trasmissione ed elaborazione delle stimolazioni del dolore dalla periferia del corpo al cervello. E’ descritta come diffuso dolore muscoloscheletrico unito ad affaticamento, sonno non ristoratore, perdita di memoria/difficoltà di concentrazione e problemi di umore. Alcune persone segnalano di soffrire anche della sindrome delle gambe senza riposo o di problemi intestinali o vescicali, intorpidimento, formicolio generico e sensibilità al rumore, alle luci o alla temperatura. I Pazienti colpiti dalla fibromialgia sono per la maggior parte donne (il rapporto femmine/maschi è di 9 a 1) e per loro il rischio di non centrare subito la diagnosi o di vedersi “derubricati” alla voce sindrome di affaticamento cronico, un “sosia” con molti punti in comune, è davvero alto.

Fibromilagia: sintomi

Una sensazione di fastidio, di bruciore, oppure una fitta lancinante come una morsa che serra, schiaccia e comprime: è così che i Pazienti che hanno avuto la sfortuna di incontrarla descrivono la fibromialgia. Si tratta di una sindrome da dolore cronico, che colpisce le fibre muscolari, i tendini e i legamenti in vari punti del corpo. Dolore alla colonna vertebrale, alle spalle, alla nuca, alle braccia, ai polsi, alle cosce, ma anche un affaticamento (astenia) che accompagna il Paziente per tutta la giornata, sono questi i tratti distintivi di un disturbo di cui non si conoscono le cause e che fino a 20 anni fa non aveva alcun riconoscimento da parte della medicina, tanto da essere classificato come disturbo psico-somatico. La maggior parte dei soggetti prova una sensazione generale di dolore e rigidità. I sintomi possono manifestarsi in tutto il corpo. Può essere interessato qualsiasi tessuto molle (muscoli, tendini, legamenti). Tuttavia, i tessuti molli del collo, della parte superiore delle spalle, del torace e della cassa toracica, della regione lombare, delle cosce, delle braccia e delle zone intorno ad alcune articolazioni sono più esposte al dolore. Più raramente, la parte inferiore delle gambe, le mani e i piedi sono rigidi e dolorosi. I sintomi possono manifestarsi periodicamente (in riacutizzazioni) oppure molto spesso (cronici).

Il dolore può essere intenso. Solitamente peggiora con la stanchezza, lo sforzo o l’uso eccessivo. Spesso, alcune zone specifiche dei muscoli sono dolenti quando vi si applica una forte pressione con i polpastrelli. Queste zone sono chiamate punti dolenti. Nelle riacutizzazioni, i muscoli possono contrarsi, oppure si possono avere spasmi. Molte persone non dormono bene e avvertono ansia, e talvolta depressione o tensione. L’affaticamento è comune, come i problemi mentali quali difficoltà di concentrazione e una sensazione diffusa di appannamento mentale. Possono anche soffrire di emicrania o di cefalee tensive, cistiti interstiziali (un tipo di infiammazione della vescica che causa dolore durante la minzione) e sindrome dell’intestino irritabile (con alcune combinazioni di stipsi, diarrea, disturbi addominali e meteorismo). Si possono manifestare sensazioni di formicolio, tipicamente su entrambi i lati del corpo.

Le stesse condizioni che possono contribuire allo sviluppo della fibromialgia, possono anche peggiorarne i sintomi. Fra queste: stress emotivo, mancanza di sonno, lesioni e affaticamento. Anche la paura che questi sintomi rappresentino una malattia grave può aggravarli. Anche il fatto che un medico, un familiare o un amico insinui che il disturbo è “solo nella testa” può far peggiorare i sintomi. Le persone affette possono anche sentirsi frustrate perché spesso si sentono dire che “hanno un bell’aspetto” anche se non si sentono bene.

Diagnosi della Fibromialgia

La figura medica specialistica di riferimento è il reumatologo e procedere con una diagnosi differenziale precisa per poter inquadrare la situazione del Paziente, valutando il dolore, provando ad evocare dolori riferiti, escludendo altre patologie e prescrivendo alla fine un adeguato trattamento. Non c’è un test o un esame diagnostico che accerti con sicurezza che si tratti di fibromialgia.

Dato che i sintomi sono così simili ad altre condizioni patologiche, si procede per esclusione: solitamente, infatti, i test neurologici e reumatici, gli esami di laboratorio e le radiografie danno tutti esito negativo e scongiurando patologie peggiori. La diagnosi di fibromialgia viene presa in considerazione nei Pazienti che presentano dolore generalizzato da almeno 3 mesi, soprattutto se accompagnato da vari altri sintomi fisici come l’affaticamento. Il dolore è considerato generalizzato quando un Paziente presenta dolore sul lato destro e sinistro del corpo, al di sopra e al di sotto della vita, nella parte superiore della colonna vertebrale, nelle pareti toraciche oppure nella parte centrale o in quella inferiore della colonna. La fibromialgia può non essere facilmente riconoscibile nei soggetti che soffrono anche di artrite reumatoide o di lupus, perché questi disturbi causano sintomi molto simili, come affaticamento e dolore ai muscoli, alle articolazioni o a entrambi.

Esiste una cura per la fibromialgia?

Gli antidepressivi scendono in campo per la cura della fibromialgia. Il loro effetto è duplice: da un lato si utilizzano per migliorare il tono dell’umore, messo a dura prova da un dolore debilitante che impedisce di vivere una vita normale. Dall’altro vengono utilizzati per il loro effetto curativo, ovvero quello di incidere sui meccanismi elettro-chimici che modulano la sensazione di dolore. Poi non mancano i farmaci analgesici: dai derivati della codeina fino ai morfinici per i casi più gravi. Anche i farmaci derivati dalla cannabis stanno diventanto un’opzione di cura. Fondamentale per una buon riuscita del trattamento è anche il supporto psicologico. Un regolare esercizio fisico moderato ed una fisioterapia mirata sono le chiavi per controllare la fibromialgia.

L’aspetto che il fisioterapista deve affrontare per primo è quello di educare il Paziente alla vita attiva: è importante spiegare quali sono i fattori che possono aggravare la sindrome e quali quelli che possono migliorarla. Ultimi studi hanno dimostrato che una corretta educazione senso-motoria della persona attiva i percorsi neurali inibitori del dolore ed aumenta la percezione della qualità della vita.

Il secondo aspetto da affrontare è l’introduzione dell’esercizio terapeutico: per avere un dosaggio sicuro dell’attività fisica si è infatti visto che praticare per almeno 3 volte a settimana esercizio aerobico dolce migliora la percezione del dolore. Nella gestione del dolore cronico, inoltre, può essere utile il massaggio, il quale permette di alleviare dolori e stress.

Migliorare la qualità del sonno

È essenziale migliorare il sonno. Ad esempio, si devono evitare la caffeina e altri stimolanti la sera e si deve dormire in una stanza calma e buia, in un letto comodo. Non mangiare né guardare la televisione a letto.

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