VISITA CARDIOLOGICA: QUANDO FARLA?

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VISITA CARDIOLOGICA: QUANDO FARLA?

VISITA CARDIOLOGICA: QUANDO FARLA?

La visita cardiologica (visita cardiologica a Centocelle) consiste in una valutazione professionale da parte di un medico cardiologo che ha lo scopo di individuare e trattare eventuali malattie a carico del cuore. Il cuore è l’organo muscolare che pompa il sangue nell’organismo. È il centro del sistema circolatorio, che comprende anche una fitta rete di vasi sanguigni, quali: arterie, vene e capillari. Questi vasi sanguigni hanno il compito di trasportare il sangue a tutto il corpo. Il cuore è situato al centro del torace, nella gabbia toracica, tra i polmoni destro e sinistro. Le sue pareti muscolari pulsano pompando sangue nell’organismo. Le sue dimensioni variano secondo l’età, il fisico e le condizioni del cuore. Il cuore normale e sano di un adulto ha in genere le dimensioni di un pugno. Alcune malattie ne causano l’ingrossamento. Un sistema elettrico controlla il cuore, impiegando appositi segnali per far contrarre le pareti del muscolo cardiaco. Quando le pareti si contraggono il sangue viene pompato nel sistema circolatorio. Le camere che costituiscono l’organo sono dotate di valvole di afflusso ed efflusso in modo da garantire che il sangue vada sempre nella giusta direzione. Il cuore è vitale per la salute e in pratica per tutto quello che accade nell’organismo. Senza l’azione di pompa del cuore, il sangue non potrebbe circolare. Il sangue trasporta ossigeno e nutrienti fondamentali per il funzionamento degli organi. Funge da vettore anche per l’anidride carbonica, un composto di scarto, dalla periferia ai polmoni, dove viene eliminata con l’espirazione. Un cuore sano fornisce la quantità di sangue adeguata al fabbisogno del corpo per un funzionamento corretto. In caso di malattie o lesioni cardiache gli organi non riceverebbero più abbastanza ossigeno per funzionare bene.

visita cardiologica a centocelle

In relazione alle sintomatologie delle condizioni cliniche dell’individuo, il quando fare una visita cardiologica (visita cardiologica a Centocelle) ottiene dagli esperti risposte alquanto varie. Il nostri cardiologi sottolineano che ci si riferisce a una visita cardiologica specialistica in quanto le condizioni di salute cardiovascolari del Paziente dovrebbero essere controllate periodicamente dal proprio medico di famiglia. Un Paziente, senza fattori di rischio che si sottopone con regolarità agli esami del sangue, che gode di ‘buona salute’ e svolge una vita sana e attiva, può fare una visita cardiologica a 35-40 anni se uomo e a 45-50 se donna.

Il cuore purtroppo, nelle fasi iniziali delle sue malattie può non dare alcun segnale. Nell’immaginario di tutti noi, quando pensiamo alla patologia cardiaca la nostra mente va all’infarto, ma, anche se la malattia ischemica del cuore ha la maggior incidenza tra le malattie di questo organo, non bisogna dimenticarsi di tante altre possibili: dalle aritmie alla patologia delle valvole cardiache, alle malattie del muscolo cardiaco e del pericardio. I possibili scenari sono molteplici ed è per questo che è fondamentale che il check up cardiologico venga suggerito e seguito da uno specialista di riferimento. L’importanza e tempistica di un check-up cardiologico ovviamente cambia se ci sono dei segnali che possono far pensare a sintomatologia. In questo caso quando fare una visita cardiologica (visita cardiologica a Centocelle) ottiene una risposta di urgenza proprio nel momento in cui questi fattori di rischio si presentano.

In presenza di sintomi saprà indirizzarvi al meglio sugli esami di approfondimento più idonei.

Purtroppo alcuni di questi sono addirittura sconosciuti al Paziente che non conosce i suoi livelli di pressione né tanto meno i valori di colesterolemia e/o glicemia. Spesso poi l’interpretazione di tali valori viene fatta dal paziente stesso e non sottoposta all’attenzione dello specialista.

Quali sono i fattori di rischio di malattie cardiovascolari?

Ci sono dei fattori di rischio che potrebbero far mutare la risposta sul quando è necessario sottoporsi a una visita cardiologica. Si tratta di sintomi che potrebbero essere dei segnali di una problematica cardiologica già in corso o sintomatologie che se non curate, possono ripercuotersi anche a livello cardiaco.
A seguire alcuni fattori di rischio con una percentuale di ‘urgenza’ che differisce in base al sesso del Paziente.

  • Ipercolesterolemia;

  • Pressione Arteriosa Sistolica/Diastolica;

  • Trigliceridemia;

  • Glicemia/Diabete;

  • Tabagismo di lunga data.

Esistono poi tutta una serie di fattori che occorre segnalare al proprio medico. Eccone alcuni che anche se transitori e lievi non devono restare ‘inascoltati’:

  • Palpitazioni e tachicardia;

  • Dolore toracico;

  • Dolore interscapolare;

  • Capogiri, svenimento;

  • Dispnea e senso di affaticamento.

Un discorso a parte riguarda le donne. Il quadro ormonale e l’assunzione di terapia estroprogestica (la pillola anticoncezionale e/o la terapia sostitutiva), induce i medici a consigliare una valutazione cardiologica, indipendentemente dall’età, all’inizio della menopausa e prima di intraprendere una terapia ormonale.

Come si svolge la visita cardiologica (visita cardiologica a Centocelle)?

La visita cardiologica (visita cardiologica a Centocelle) inizia dall’anamnesi, una serie di domande grazie a cui il medico apprende elementi utili alla diagnosi. Il dottore s’informa sulla presenza di sintomi legati alle cardiopatie, sullo stile di vita condotto dal Paziente, sull’uso di farmaci e sulla storia familiare dei disturbi inerenti il cuore o i vasi sanguigni. È necessario essere sinceri a proposito delle proprie “cattive” abitudini ed essere pronti a modificare anche in modo sostanziale uno stile di vita poco amico del cuore. Per restare in salute, infatti, può essere necessario rinunciare ad alimenti che amiamo o, per ridurre i livelli di stress, rallentare i ritmi di una vita troppo frenetica. A questa prima indagine conoscitiva segue la visita vera e propria, l’esame obbiettivo. Il cardiologo verificherà una serie di parametri utili alla diagnosi: pallore, umore, peso, segni di gonfiore presenti negli arti inferiori. Grazie allo sfigmomanometro misurerà la pressione del paziente. Ponendo una mano sul torace della persona, il cardiologo potrà stabilire la dimensione del cuore, verificando che non sia ingrossato. Palperà l’addome per individuare eventuali ingrossamenti del fegato. Con lo stetofonendoscopio ausculterà i suoni polmonari, quelli cardiaci e quelli dei vasi sanguigni per identificare eventuali anomalie. A questo punto la visita può definirsi completa, e quindi il medico può prescrivere eventuali trattamenti e/o modifiche allo stile di vita, oppure richiedere accertamenti. In base alle problematiche eventualmente identificate dal cardiologo o dalla cardiologa potrebbe essere necessario effettuare uno o più dei seguenti esami. Tra gli esami di routine, il cardiologo necessita dei test ematici per il controllo dei livelli di grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi) e della glicemia al fine di rilevare eventuali fattori di rischio. Rientrano invece nelle indagini più approfondite:

L’ECG pressorio, se le misurazioni di pressione effettuate dal medico variano eccessivamente, durante la visita, può prescrivere questo esame. Consiste nel monitor, un dispositivo portatile connesso a uno sfigmomanometro, che viene fatto indossare al Paziente. Questa strumentazione è da tenere per 1 o 2 giorni, a seconda delle indicazioni dello o della specialista.

L’ECG (elettrocardiogramma), il medico posiziona dei sensori sulla torace, braccia e gambe del Paziente. Non comportano dolore né hanno aghi: si tratta soltanto di registratori dell’attività elettrica del cuore. Sono collegati a un apparecchio che mostra il tracciato di questa attività, grazie al quale lo specialista potrà trarre informazioni sulla funzionalità cardiaca e su eventuali ingrossamenti od ostruzioni. L’ECG dura circa 3 minuti, non comporta rischi e non richiede alcuna preparazione.

L’Holter ECG (elettrocardiogramma dinamico secondo Holter) è un esame diagnostico che permette di registrare l’attività elettrica del cuore (in pratica un elettrocardiogramma con una diversa posizione degli elettrodi) continuativamente per un periodo di 24 o anche 48 ore. Il medico posiziona dei sensori sulla pelle di torace, non comportano dolore né hanno aghi: si tratta soltanto di registratori dell’attività elettrica del cuore. Sono collegati a un apparecchio che registra il tracciato di questa attività, grazie al quale lo specialista potrà trarre informazioni sulla funzionalità cardiaca e su eventuali ingrossamenti od ostruzioni. Il paziente dovrà appuntare su un diario gli avvenimenti della giornata, con annesso orario, così che si possano confrontare le variazioni dell’ECG con le sue attività.

Ecocardiocolordoppler, una delle metodiche diagnostiche maggiormente utilizzata e diffusa in ambito cardiologico. Consente di visualizzare l’anatomia del cuore e di fornire informazioni sulle sue modalità di contrazione, sulla morfologia delle valvole cardiache e sul flusso del sangue all’interno delle cavità. E’ utilizzato per stimare il flusso di sangue nei vasi sanguigni e si effettua attraverso un meccanismo che utilizza onde sonore ad alta frequenza le cui variazioni rivelano la circolazione dei globuli rossi.

EcoColorDoppler Tronchi Sovraortici (TSA), è un tipo di ecografia vascolare che permette lo studio morfologico e funzionale dei vasi del collo (arterie e vene). Si tratta di un’ecografia arricchita da valori visivi (Color) e acustici (Doppler) per valutare i vasi e il flusso del sangue al loro interno.

Prova sotto sforzo conosciuto anche come Test da sforzo è l’esame d’elezione per lo studio dell’ischemia miocardica, anche detta cardiopatia ischemica; è un’ischemia coinvolgente il tessuto miocardico, dovuta all’instaurarsi di uno squilibrio tra l’apporto ematico in tale sede e la richiesta di ossigeno da parte del tessuto stesso, il quale va incontro a ipossia. Quest’ultima è una condizione patologica determinata da una carenza di ossigeno nell’intero organismo (ipossia generalizzata) o in una sua regione (ipossia tissutale). Il test è spesso utilizzato anche per lo studio delle aritmie, dell’ipertensione arteriosa e dell’angina pectoris.

Effettuare il check up cardiologico periodicamente e regolarmente rappresenta un’ottima pratica che consente di rilevare i fattori di rischio nelle loro prime fasi, e dunque trattare precocemente gli eventuali fattori di rischio con cambiamenti dello stile di vita ed opportune terapie farmacologiche, prima che possano portare allo sviluppo di malattie cardiovascolari.

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