VISITA GASTROENTEROLOGICA: QUANDO FARLA?

Visita Gastroenterologica a Centocelle, Prenestino, Roma. FisioMedica IGEA.

VISITA GASTROENTEROLOGICA: QUANDO FARLA?

La Gastroenterologia è quella branca medica che si occupa dello studio e della cura delle patologie che possono colpire l’apparato digerente, in particolare stomaco e intestino. Questo significa che il medico specialista, in questo caso il gastroenterologo, non si occupa solo dello stomaco e dell’intestino, ma di tutti gli organi collegati con il “percorso del cibo”, dalla bocca al retto: esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso (di cui fa parte il colon), fegato, colecisti (o cistifellea), e infine il pancreas. La visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma) è la prima fase di valutazione della situazione clinica del Paziente. Essa può essere richiesta per un numero particolarmente vasto di sintomatologie quali bruciore di stomaco, nausea, male addominale, gonfiore addominale, stipsi, difficoltà digestive, dispepsia, diarrea ecc. Si tratta di tutte sintomatologie che generalmente non richiedono nessun particolare intervento medico ma qualora fossero presenti in maniera cronica o comunque molto frequente richiedono una valutazione specialista dal gastroenterologo, E’ importante infatti rivolgersi allo specialista quando determinate situazioni tendono a presentarsi in modo frequente in quanto potrebbero nascondere specifiche patologie che richiedono adeguati trattamenti specialistiche e opportuni accertamenti diagnostici quando necessari. L’obiettivo della visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma) è quello di individuare la presenza di patologie che interessano gli organi coinvolti nel processo digestivo come l’esofago, lo stomaco, l’intestino, il colon retto, fegato, al fine di comprendere meglio l’entità delle problematiche e stabilire, se possibile, un percorso terapeutico per la cura delle stesse.

Quando è opportuno sottoporsi a una visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma)?

Ogni disfunzione si manifesta con sintomi peculiari, ma è comunque possibile elencare una lista di comuni malesseri che sono riconducibili a malattie o anomalie dell’apparato digerente nella sua interezza o in qualche sua parte. Sono segnali d’allarme che devono farci preoccupare soprattutto quando si verificano in modo ricorrente o si intensificano nel tempo.

Sapore acido o amaro in bocca frequente o persistente (alitosi). Talvolta è dovuta ad alcuni alimenti ingeriti, ma in circa l’85% dei casi l’alitosi deriva da disturbi orali quali patologie gengivali, malattie che influiscono sulla composizione della saliva ed effetti del fumo. L’alito non rispecchia, invece, lo stato della digestione e della funzionalità dell’intestino. In generale, quindi, è appropriato rivolgersi a un medico (anche un dentista), in particolare quando sono presenti anche febbre, pus, perdite dal naso o macchie anomale visibili o palpabili nella bocca;

Sensazioni dolorose di varia natura in tutta la zona superiore del corpo. Data la disposizione di alcune strutture nervose nell’organismo, il dolore toracico non viene avvertito solo nel petto: talvolta è percepito nelle orecchie, nelle braccia, nella regione ombelicale. I dolori al torace non devono essere sottovalutati perché possono indicare la presenza di condizioni gravi, come disturbi che affliggono il cuore o i polmoni, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di patologie a muscoli, costole o cartilagine del torace e disturbi del sistema gastrointestinale. Il gastroenterologo valuterà la situazione sulla base di vari parametri;

Forti dolori nell’addome. I dolori addominali sono diffusi e frequenti e spesso innocui, ma a seconda della zona in cui si presentano e dell’intensità del dolore (dolore addominale acuto) possono indicare infiammazioni, infezioni o condizioni gravi come la perforazione dell’intestino, per cui è importante rivolgersi subito a un medico. Il dolore addominale viene definito cronico quando continua per oltre 90 giorni. È presente in circa il 3% degli adulti, soprattutto tra le donne, e può avere molteplici cause, fra cui: disturbi ginecologici, calcoli renali, infiammazioni croniche al tratto gastrointestinale, allergie alimentari, intolleranza al lattosio e celiachia. Insieme al dolore addominale ricorrente può essere indagato da un medico che valuterà la situazione in base alla concomitanza di altri sintomi;

Sensazione di indigestione, gonfiore o sazietà precoce. Queste sensazioni, che prendono il nome di dispepsia, spesso sono ricorrenti. Possono indicare diverse condizioni, fra cui l’acalasia, la malattia da reflusso esofageo, un’ulcera o, talvolta, tumori. La diagnosi spetterà al gastroenterologo che effettuerà gli opportuni controlli;

Sensazione di avere un corpo estraneo nella gola e difficoltà a deglutire. Il nodo alla gola si per sé può derivare semplicemente da alcuni stati emotivi, quindi non occorre farsi visitare subito. È invece necessario consultare un medico se il sintomo si associa a perdita di peso, dolore alla gola, difficoltà nella deglutizione, rigurgiti, debolezza muscolare e presenza di una massa nel collo, in particolare quando i sintomi compaiono improvvisamente dopo i 50 anni d’età;

Perdita di peso ingiustificata o drastica. Se non si è alterato il proprio stile di vita in modo significativo, la perdita di peso, soprattutto se molto significativa, può indicare la presenza di una patologia. Celiachia, infiammazioni gastrointestinali, depressione, diabete, AIDS, malattie della tiroide e ulcere sono alcune delle possibili cause di questa condizione, come il medico potrà riscontrare valutando la presenza di altri sintomi ed effettuando eventuali esami;

Nausea e/o vomito. Le cause più frequenti di nausea e vomito sono gastroenterite, effetti collaterali di farmaci e ingestione di tossine. Fra le altre cause, in genere in concomitanza con altri sintomi, si possono trovare il reflusso gastroesofageo, infezioni, infiammazioni, gravidanze, abuso di alcolici, stress, ansia e depressione, ulcere, allergie, ostruzioni intestinali e patologie a carico del cuore. Non sempre è necessario consultare un medico: è consigliato farlo quando nausea e vomito si manifestano unitamente a segni di disidratazione, mal di testa, riduzione dell’attenzione, dolore o gonfiore addominale. Episodi di vomito molto violenti, inoltre, possono comportare lesioni importanti dell’esofago e del tratto respiratorio;

Eccessiva eruttazione, distensione addominale ed eccessiva flatulenza (meteorismo) sono legati alla presenza di gas nel tratto gastrointestinale. L’eruttazione e il gonfiore spesso derivano dai gas presenti nelle bevande gassate o dall’aerofagia. Se non continui o ricorrenti, questi sintomi non sono degni di nota, ma se continuati e/o accompagnati da altri sintomi (come perdita di peso e sangue nelle feci) è consigliabile rivolgersi a un medico;

Diarrea. Diversamente da come si pensa normalmente, la diarrea non consiste nell’emissione di feci eccessivamente liquide, ma nella quantità eccessiva di deiezioni. Occorre chiamare un medico entro tre giorni se questo disturbo è molto frequente o molto intenso, soprattutto in bambini, anziani o persone debilitate, in quanto queste diarree possono indicare la presenza di infezioni, infiammazioni e altre patologie. Se oltre ala diarrea sono presenti anche sangue o pus nelle feci, febbre, segni di disidratazione o forti dolori addominali bisogna farsi visitare subito;

Stitichezza. Detta anche stipsi, è la difficoltà a evacuare o un’evacuazione poco frequente accompagnata alla sensazione di non aver evacuato completamente. Attenzione: non è sufficiente evacuare più raramente di una volta al giorno per essere definiti stitici. È normale evacuare da 1 a 3 volte al giorno come 2 o 3 evacuazioni a settimana: l’importante è che la frequenza non cambi all’improvviso e che non perduri nel tempo, casi in cui occorre rivolgersi a un medico. Non bisogna abusare di lassativi e clisteri per rimediare, in quanto potrebbero esservi degli effetti collaterali importanti;

Feci strane: cambiamenti di frequenza, consistenza, volume o composizione delle feci (ossia, la presenza di sangue, muco, pus o di eccessivo materiale grasso) possono indicare la presenza di una malattia. Se si presentano raramente e non in modo continuato o cronico non occorre consultare un medico;

Colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari (ittero). Si presenta quando la bilirubina, una componente della bile di colore giallo, non viene eliminata correttamente, accumulandosi nel sangue e finendo nella pelle. L’ittero è dovuto a disturbi o sostanze che danneggiano il fegato (come l’epatite e l’epatopatia alcolica), interferiscono con il normale flusso della bile (come i calcoli biliari) o comportano un’eccessiva produzione di bilirubina. Anche in questo caso per scoprire la causa occorre rivolgersi a un medico, che effettuerà gli opportuni esami per raggiungere una diagnosi.

Come si esegue una visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma)?

Nel corso della visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma) lo specialista esegue una attenta valutazione diagnostica in quanto si approfondiscono molteplici aspetti del Paziente: si raccolgono con scrupolo tutte le informazioni circa la storia clinica del Paziente, si esegue una valutazione delle problematiche gastroenterologiche esistenti che possono riguardare vari aspetti quali malattie dell’esofago, dello stomaco, dell’intestino tenue , del colon, del retto, del canale anale, del pancreas, del fegato, della cistifellea e delle vie biliari o delle vie respiratorie. Un’attenta valutazione dello specialista ha bisogno di ulteriori considerazioni circa la familiarità, lo stile di vita, la sintomatologia riferita, le eventuali malattie già note ed infine dell’esame obiettivo del paziente tramite palpazione.

Al termine della visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma) si formula un parere concernente il quesito clinico oggetto della visita. La valutazione gastroenterologica può esaurirsi con la prescrizione di una terapia o con la richiesta di esami specialistici.

E’ necessaria una preparazione per la visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma)?

No, non è necessaria nessuna particolare preparazione. La prima visita è la situazione in cui si raccolgono principalmente tutti i dati clinici conoscitivi del Paziente in cui non verranno eseguiti esami strumentali o diagnostici.

Devo portare referti?

Se già in possesso, sarebbe opportuno per il Paziente portare con sé tutta la documentazione medica. È opportuno ricordare che nel corso della prima visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma) viene ricostruita anche la storia clinica del Paziente, al fine di avere un quadro generale quanto più chiaro e corrispondente alla realtà. È evidente quindi che il gastroenterologo avrà sicuramente vantaggio nel valutare la documentazione già in possesso del Paziente.

Quanto dura la visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma)?

Dipende, i tempi possono essere differenti da Paziente a Paziente. Generalmente una visita gastroenterologica (a Centocelle, Prenestino, Roma) ha una durata media di circa 30 minuti, ma ci sono situazioni in cui essa può durare anche più di un’ora. È bene quindi non arrivare nel giorno dell’appuntamento con poco tempo a disposizione in quanto è opportuno, nell’interesse del Paziente, che lo specialista abbia tutto il tempo necessario per eseguire tutte le valutazioni del caso.

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“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.” Jim Rohn.

Effettuare dei Check up salute periodicamente e regolarmente rappresenta un'ottima pratica che consente di rilevare i fattori di rischio nelle loro prime fasi, e dunque trattare precocemente gli eventuali fattori di rischio con cambiamenti nello stile di vita ed opportune terapie farmacologiche prima che possano portare allo sviluppo di malattie.

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