Acalasia esofagea: sintomi, diagnosi e trattamento mininvasivo POEM

L’acalasia esofagea è una malattia rara caratterizzata da un progressivo deterioramento della motilità esofagea, che porta a difficoltà nella deglutizione e a un significativo peggioramento della qualità di vita. Negli ultimi anni, l’introduzione di terapie mininvasive come la miotomia endoscopica perorale (POEM) ha rivoluzionato il trattamento, offrendo un recupero rapido e risultati duraturi per la maggior parte dei pazienti.
Cos’è l’acalasia esofagea e quali sono i sintomi
L’acalasia esofagea ha un’incidenza stimata di 1-2 casi ogni 100.000 persone all’anno e una prevalenza di circa 1 caso ogni 10.000 individui, senza differenze di genere. In condizioni fisiologiche, la muscolatura dell’esofago si contrae ritmicamente dall’alto verso il basso, mentre lo sfintere esofageo inferiore (LES) si rilassa durante la deglutizione. Nell’acalasia, questa coordinazione è compromessa: il movimento peristaltico dell’esofago è inefficace e il LES non si rilassa, determinando un ristagno di cibo e saliva.
I sintomi principali includono disfagia, sensazione di peso retrosternale, rigurgito di cibo non digerito, pirosi retrosternale, tosse notturna e, nei casi più gravi, polmonite ab ingestis. La malattia evolve lentamente e le cause non sono completamente chiarite, anche se si ipotizza una componente neurodegenerativa legata alla perdita progressiva dei neuroni del plesso mioenterico.
Diagnosi dell’acalasia esofagea
La diagnosi richiede un percorso specialistico che combina più esami strumentali. La gastroscopia permette di escludere altre patologie organiche come stenosi o tumori. La manometria esofagea ad alta risoluzione misura la pressione interna dell’esofago e distingue le diverse forme di acalasia. L’esofagogramma con bario fornisce ulteriori informazioni sul transito esofageo e sulla dilatazione dell’esofago.
Trattamenti tradizionali ed endoscopici
L’obiettivo di ogni trattamento dell’acalasia è migliorare lo svuotamento esofageo e ridurre la pressione dello sfintere esofageo inferiore.
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Diluatazione pneumatica endoscopica: consiste nell’introduzione di un palloncino per allargare meccanicamente il LES. È un metodo sicuro ma temporaneo, che può richiedere trattamenti ripetuti.
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Miotomia chirurgica di Heller: eseguita laparoscopicamente, consiste nella sezione delle fibre muscolari del LES, spesso associata a plastica antireflusso. I benefici possono durare fino a dieci anni.
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Miotomia endoscopica perorale (POEM): attualmente considerata trattamento di elezione, viene eseguita completamente per via endoscopica, creando un piccolo tunnel sottomucoso e sezionando la muscolatura interna dell’esofago. La lunghezza della miotomia può essere personalizzata in base alla gravità e al tipo di acalasia, consentendo il trattamento anche di altri disturbi motori come lo spasmo esofageo diffuso.
I vantaggi della tecnica POEM includono una minore invasività rispetto alla chirurgia tradizionale, rapido recupero post-operatorio e risultati duraturi nel tempo. Gli effetti collaterali più comuni sono reflusso gastroesofageo o esofagite, generalmente gestibili con terapia farmacologica.
Post-operatorio e follow-up
La procedura POEM viene eseguita in anestesia generale con breve degenza ospedaliera. Il paziente riceve terapie antibiotiche e gastroprotettive e riprende l’alimentazione gradualmente: liquida nelle prime 12-24 ore, poi semisolida, fino al ritorno alla dieta normale.
Il follow-up include gastroscopia, manometria e pH-metria per monitorare l’efficacia del trattamento e gestire eventuali complicanze. Già nelle prime settimane, la disfagia scompare o si riduce significativamente, permettendo un miglioramento rapido della qualità di vita.
Conclusioni
L’acalasia esofagea è una malattia rara che può compromettere in modo significativo la deglutizione e la qualità di vita. Le tecniche endoscopiche mininvasive, in particolare la POEM, rappresentano oggi l’approccio terapeutico più efficace, sicuro e personalizzabile, offrendo un recupero rapido e risultati duraturi nella maggior parte dei pazienti.
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