LINFEDEMA: SINTOMI, CAUSE E TRATTAMENTI

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LINFEDEMA: SINTOMI, CAUSE E TRATTAMENTI

LINFEDEMA: SINTOMI, CAUSE E TRATTAMENTI

Il Linfedema degli arti è una patologia vascolare cronica, evolutiva e talora invalidante del sistema linfatico, legata una alterazione congenita o acquisita dei linfaticie dei linfonodi, caratterizzata da un accumulo anomalo di linfa nel tessuto interstiziale. Il linfedema viene classificato in primario ( congenito, precoce o tardivo ) e secondario, nei casi in cui sia nota una causa estrinseca al sistema linfatico ( interventi chirurgici, neoplasie o trattamenti delle stesse, traumi, linfangiti, lipedemi, ecc). Colpisce prevalentemente gli arti inferiori, ma può manifestarsi anche a carico degli arti superiori e dei genitali.

In Italia ne soffrono circa 350 mila persone ed ogni anno si registrano 40 mila nuovi casi eppure fino a non molti anni fa era considerata una patologia rara.

Quali sono i sintomi del Linfedema?

I sintomi sotto cui si presenta inizialmente il linfedema possono essere anche piccole variazioni e sensazioni che, in soggetti esposti a rischio, non andrebbero trascurati. Piccoli campanelli d’allarme sono ad esempio la sensazione che vestiti, orologi, anelli o anche le scarpe stringano più del solito. Oppure formicolii di mani o piedi, pelle arrossata, tesa o secca e naturalmente gonfiore anomalo.

La progressione della malattia spesso è lenta e graduale, per questa ragione è molto frequente che all’inizio venga sottovalutata o trascurata. Sono purtroppo comuni anche i casi in cui questa patologia viene scambiata per un problema estetico.

In manifestazione più avanzata, il linfedema, provoca invece un rigonfiamento degli arti superiori o inferiori, più spesso di solo un braccio o una delle due gambe. Un gonfiore evidente ed anomalo che limita i movimenti ed in alcuni casi provoca dolore.

Una caratteristica tipica del linfedema è la fossetta che può restare sulla pelle se si preme un dito sull’arto per circa 20 secondi. Riconoscere un linfedema all’origine e non trascurarlo è determinante nel successo che è possibile ottenere nella cura. Dati ufficiali attestano che se trattato precocemente, i sintomi del linfedema possono ridursi fino al 70%.

Il linfedema primario

Il linfedema primario è su base congenita: dovuto ad una malformazione e quindi ad un malfunzionamento dei vasi linfatici o dei linfonodi.

Nel dettaglio, si classificano come:

  • primari congeniti sporadici o ereditari (già presenti dalla nascita);
  • primari precoci (che compaiono prima dei 35 anni);
  • primari tardivi (che compaiono dopo i 35 anni).

Il linfedema secondario

Il linfedema secondario, invece, insorge più frequentemente a seguito di interventi chirurgici per patologia tumorale.

Nel caso delle donne, è molto frequente in seguito al trattamento di un tumore della mammella (dopo asportazione dei linfonodi ascellari e radioterapia) o dell’utero (asportazione dei linfonodi pelvici).

Negli uomini, invece, il linfedema secondario è molto frequente in seguito al trattamento del tumore prostatico (dopo asportazione dei linfonodi pelvici).

Oltre a questi, vi sono poi altre categorie di linfedema:

  • di origine parassitaria (con la tipica infestazione da filaria, presente soprattutto nelle zone tropicali e sub-tropicali);
  • post-attinici;
  • correlati ad insufficienza venosa cronica degli arti inferiori;
  • associati a problematiche sistemiche, ad esempio cardiache, epatiche, stato anasarcatico);
  • post traumatici.

Diagnosi del linfedema

L’esame di prima scelta in grado di dare diagnosi e informazioni per l’iter terapeutico è la linfoscintigrafia, esame che permette di:

  • studiare adeguatamente il sistema linfatico;
  • valutare la compromissione del circolo linfatico profondo e/o superficiale;
  • porre una corretta indicazione chirurgica.

Non invasiva e facilmente ripetibile, la linfoscintigrafia è molto utile anche nell’ambito della prevenzione del linfedema secondario a patologia tumorale e nel l’ambito del follow-up dopo interventi di chirurgia e microchirurgia linfatica. Esistono poi esami di secondo livello che si eseguono a seconda di ogni singolo caso specifico.

Trattamento del linfedema

I migliori risultati si ottengono bilanciando terapia fisica decongestionante e chirurgia, con un protocollo di cura sequenziale che ha come obiettivo il miglioramento e, ove possibile, la normalizzazione della qualità di vita del Paziente. L’associazione di metodiche fisiche manuali e/o meccaniche di drenaggio, decongestionanti e farmacologiche offre la possibilità di un miglioramento significativo. Inoltre, in sinergia con questi trattamenti, gli approcci chirurgici sono fondamentali per l’ottenimento di risultati stabili nel tempo.

Negli stadi precoci della malattia, ottimi risultati si ottengono con la Microchirurgia Ricostruttiva Linfatico–Venosa Multipla (MLVA), che consente la ricostruzione del circolo linfatico, sia superficiale sia profondo. La tecnica MLVA permette di ridurre in modo significativo l’eccesso di volume di uno o più arti affetti da linfedema, con una ripresa rapida da parte del Paziente delle normali attività quotidiane. Questi risultati consentono di ridurre progressivamente, in alcuni casi anche sospendere, la necessità di terapie medico-fisico e riabilitative, compreso l’impiego del tutore elasto-compressivo.

Nei casi di linfedema in stadio avanzato vi è una tecnica chirurgica complementare e successiva alla microchirurgia: la Fibro-Lipo-Linfo-Aspirazione con Procedura Lymph Vessel Sparing (FLLA). Questo tipo di liposuzione consente l’asportazione mini-invasiva del tessuto fibrotico e adiposo depositato sull’arto affetto da linfedema a causa della stasi linfatica cronica.

Linfedema e stile di vita

Un ruolo decisivo nella terapia del linfedema è il controllo del peso e la cura dell’alimentazione. I chili di troppo costituiscono infatti un ostacolo in più per la corretta circolazione della linfa. In soggetti in sovrappeso infatti la circolazione linfatica è ulteriormente rallentata. Oltre al controllo del peso, per combattere il linfedema ci sono alcune abitudini che bisognerebbe inserire nel proprio stile di vita:

  • attività fisica: per migliorare la mobilità degli arti e favorire la circolazione riducendo il senso di pesantezza;
  • utilizzo di guaine, calze elastiche e tutori;
  • tecniche di auto-bendaggio ed auto-massaggio.

Ci sono alcune attività fisiche particolarmente consigliate per il benessere fisico e psicologico dei Paziente affetti da linfedema, in particolare i medici consigliano: nuoto, acquagym, yoga e stretching, danza, ciclismo e tapis roulant.

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