SINDROME DEL TUNNEL CUBITALE: QUANDO IL GOMITO METTE IN DIFFICOLTÀ LA MANO

Sindrome del Tunnel Cubitale: Quando il Gomito mette in difficoltà la Mano

Sindrome del tunnel cubitale: quando il gomito mette in difficoltà la mano.

La sindrome del tunnel cubitale è una neuropatia da compressione del nervo ulnare a livello del gomito. È molto più comune di quanto si pensi: seconda solo alla sindrome del tunnel carpale, rappresenta una delle principali cause di dolore, formicolii e perdita di forza nella mano.

Spesso chiamata anche “gomito del cellulare”, perché può essere favorita dal tenere a lungo il gomito piegato mentre si usa lo smartphone, o “gomito del camionista”, per la tipica postura di chi guida con il braccio appoggiato al finestrino, questa condizione può diventare invalidante se trascurata. Nei casi più gravi, infatti, la perdita di sensibilità e la debolezza muscolare possono compromettere in modo permanente la funzionalità della mano.

Un nervo delicato e poco protetto

Il nervo ulnare nasce dal midollo spinale e percorre il braccio fino alla mano, passando in un punto molto vulnerabile: il tunnel cubitale, situato dietro l’epicondilo mediale dell’omero, cioè la parte interna del gomito. Qui il nervo è superficiale, poco protetto da ossa e muscoli: ecco perché è così sensibile a pressioni e urti (basta pensare alla “scossa elettrica” che si sente quando si sbatte il gomito).

Il nervo ulnare svolge due funzioni fondamentali:

Motoria: controlla alcuni muscoli dell’avambraccio e della mano;

Sensitiva: permette la percezione di parte del palmo e soprattutto di anulare e mignolo.

Quando rimane compresso, queste funzioni si alterano, portando ai tipici sintomi della sindrome.

Chi è più a rischio?

Colpisce soprattutto uomini sopra i 50 anni, ma può presentarsi anche nelle donne (più frequentemente dopo i 60-70 anni). I fattori di rischio più comuni sono:

– Lavori manuali ripetitivi (artigiani, operai alla catena di montaggio, muratori, pittori);

– Sport di lancio o con movimenti ripetitivi del gomito (baseball, tennis, golf, sollevamento pesi, violino);

– Posture scorrette: gomito flesso a lungo o appoggiato su superfici dure;

– Condizioni mediche: diabete, ipotiroidismo, artrite reumatoide;

– Pregresse fratture o traumi del gomito.

In Italia si stimano 20-30 nuovi casi ogni 100.000 persone all’anno.

Sintomi da non sottovalutare

La sindrome evolve in fasi progressive:

Fase iniziale: formicolii e intorpidimento ad anulare e mignolo, talvolta durante la notte; lieve dolore al gomito.

Fase intermedia: peggioramento dei sintomi, dolore bruciante lungo il nervo, perdita di forza con difficoltà ad afferrare oggetti.

Fase avanzata: atrofia dei muscoli della mano, dita “ad artiglio”, deficit motori evidenti.

Un segnale tipico è la comparsa dei sintomi quando il gomito resta piegato a lungo (durante il sonno, al telefono, alla guida).

Come si diagnostica

Il medico parte dall’esame clinico (forza muscolare, sensibilità, eventuale atrofia), ma può richiedere:

Elettromiografia (EMG) e neurografia per localizzare la compressione;

– Risonanza magnetica per valutare nervo e tessuti circostanti;

– Radiografie o TC in caso di sospetti traumi o artrosi.

La diagnosi precoce è cruciale: intervenire subito può evitare danni irreversibili.

Cure e trattamenti

Il percorso terapeutico varia a seconda della gravità.

Trattamento conservativo (prime fasi):

– modificare le attività che peggiorano i sintomi (evitare posture scorrette e gomito piegato a lungo);

– utilizzo di un tutore notturno che mantiene il gomito leggermente disteso;

– fisioterapia mirata (tecniche manuali, esercizi neurodinamici, rinforzo muscolare);

– ghiaccio e FANS per ridurre dolore e infiammazione;

– infiltrazioni di cortisone in casi selezionati.

Chirurgia (fasi avanzate o mancata risposta alle cure):

Se il nervo è danneggiato o i sintomi non migliorano dopo 3-6 mesi di terapie conservative, si può ricorrere all’intervento chirurgico. Le tecniche più comuni sono la decompressione semplice o la trasposizione del nervo ulnare in una posizione più protetta. Dopo l’operazione è previsto un percorso di fisioterapia per recuperare mobilità e forza.

In sintesi

La sindrome del tunnel cubitale è un disturbo frequente ma spesso sottovalutato. Riconoscere i primi sintomi – formicolio a mignolo e anulare, dolore al gomito quando resta piegato – è fondamentale per intervenire tempestivamente ed evitare conseguenze permanenti.

Prendersi cura del gomito significa anche proteggere la mano: perché senza una buona funzionalità del nervo ulnare, i gesti più semplici della vita quotidiana possono diventare una vera sfida.

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