CANDIDA VAGINALE: SINTOMI, CAUSE E CURA

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CANDIDA VAGINALE: SINTOMI, CAUSE E CURA

CANDIDA VAGINALE: SINTOMI, CAUSE E CURA

Il nostro corpo è abitato da miliardi di microorganismi tra batteri, virus, protozoi e miceti. La candida (candida vaginale) è uno di questi. Si tratta di un fungo commensale saprofita, ovvero che vive in stretta relazione con il corpo umano e ne trae beneficio senza danneggiarlo. E’ residente nel nostro tratto gastrointestinale e in alcuni casi nel tratto genitale, respiratorio, urinario e nella cavità orale. Quando da fungo saprofita si trasforma in fungo opportunista, può generare la cosi detta candidosi.

Una delle manifestazioni più frequente di candidosi è quella vulvovaginale (candida vaginale) che colpisce in particolare donne ed adolescenti in età fertile. La candida vulvare è un’infezione da lievito, ossia fungina. Provoca irritazione, secrezione e intenso prurito della vagina e della vulva. Chiamata anche candida vaginale, questa infezione vaginale colpisce fino a 3 donne su 4 nell’arco della vita. Molte donne la sperimentano anche più volte. La candidosi vaginale non è considerata un’infezione a trasmissione sessuale. Ma c’è un rischio maggiore di contrarla al momento della prima attività sessuale regolare. Ci sono anche alcune prove che le infezioni possono essere trasmesse dalla bocca al contatto con i genitali. I farmaci possono trattare efficacemente tale patologia. Se hai candidosi vaginali frequenti (quattro o più in un anno), potresti aver bisogno di un trattamento più lungo. Inoltre, potresti anche aver bisogno di un piano di mantenimento.

Candida Vaginale Centro FisioMedica IGEA

Per comprendere in quale ambiente si forma la candidosi occorre conoscere il funzionamento del microbiota, cioè l’insieme di tutti i microrganismi che vivono nel nostro corpo. Esso è essenziale per la nostra salute e ha una funzione di barriera protettiva contro gli agenti patogeni e di mantenimento dell’equilibrio del sistema immunitario di tutto l’organismo. In particolare, nella donna è importante il microbiota vaginale rappresentato per il 90% dal lattobacillo. Se ne conoscono 40 diversi ceppi che, producendo acido lattico, acidificano il PH vaginale a valori compresi tra 4 e 4.5, proteggendo così la donna dai patogeni opportunisti e dalle malattie sessualmente trasmesse. Alcune donne però, possono presentare nella propria flora vaginale la candida, in percentuali diverse a seconda della fascia d’età. Nella loro quotidianità sono asintomatiche, cioè non manifestano i sintomi della candidosi, anche se hanno una predisposizione maggiore e quando viene alterato il delicato equilibrio del microbiota, compare la malattia. In assenza di una predisposizione, la candida può insorgere per una scorretta igiene personale, per contaminazione con le feci, per condivisione di biancheria o asciugamani. Infine, la candidosi vaginale non è una patologia a trasmissione sessuale, tuttavia l’atto sessuale può rappresentare un vettore di infezione se uno dei partner ne è affetto.

Candida vaginale sintomi

Parliamo adesso dei sintomi che ti aiutano a capire se hai la candida vaginale. La sintomatologia della candidosi vaginale può variare da lieve a moderata e include:

  • prurito e irritazione nella vagina e nella vulva;
  • una sensazione di bruciore, soprattutto durante il rapporto sessuale o la minzione;
  • arrossamento e gonfiore della vulva;
  • dolore e indolenzimento vaginale;
  • eruzione vaginale;
  • secrezione vaginale spessa, bianca e inodore;
  • perdite vaginali acquose.

Sintomi gravi

Potresti avere una candida vaginale grave quando presenti questi segni:

  • arrossamento esteso, gonfiore e prurito che portano piaghe;
  • quattro o più infezioni in un anno;
  • infezione causata da un tipo di fungo meno tipico;
  • sistema immunitario indebolito a causa di alcuni farmaci o da alcune condizioni come l’infezione da HIV.

Le donne che sviluppano tali sintomi per la prima volta devono sottoporsi ad un’accurata visita ginecologica, poiché esistono diverse specie di candida (Albicans e Glabrata, sono responsabili rispettivamente del 70-90% e 4-20% dei casi; mentre in percentuali minime Candida Tropicalis, Krusei e Parapsilosis) che potenzialmente necessitano trattamenti differenti. Errore comune è ricorrere ad un autodiagnosi prendendo come esempio storie di amiche o familiari. Troppo spesso, poi, la candidosi viene erroneamente scambiata con una vulvovaginite di origine batterica. Il tampone vaginale è utile per individuare il sottotipo di candida responsabile dell’infezione e se accompagnato dall’antibiogramma permette allo specialista di impostare la terapia antimicotica più adeguata.

Fattori di rischio

Così come per ogni patologia, anche per la candida vaginale esistono dei fattori di rischio, questi sono:

  • antibiotici. Purtroppo, per quanto possano aiutare a combattere alcune infezioni, gli antibiotici spesso uccidono anche i batteri “sani” presenti nella vagina. Questa diminuzione di batteri sani porta all’aumento del lievito;

  • aumento di estrogeni. Si riscontrano infezioni da lievito in donne con estrogeni elevati, come le donne incinta o le donne che usano la pillola contraccettiva;

  • diabete. Una glicemia non controllata nel sangue porta ad un maggior rischio di contrarre l’infezione sistema immunitario compromesso. Questa condizione infatti può aumentare la probabilità di avere l’infezione.

Come si fa a sapere se si ha la candida?

Per diagnosticare correttamente la candida, è sufficiente una visita clinica (meglio se dallo specialista ginecologo) e l’anamnesi della Paziente. Un altro approfondimento clinico è il tampone vaginale: L’esame che dà la certezza della presenza di candidosi è sicuramente il tampone vaginale, dove già la ricerca di questo fungo viene effettuata di routine. Esso è indispensabile nei casi di recidiva in quanto richiedendo anche un antibiogramma il laboratorista è in grado di osservare se quel tipo di candida è diventato resistente a un farmaco antimicotico standard, che risulterebbe perciò inefficace, e quale potrebbe essere invece una terapia efficace. L’utilità di questa indagine sta appunto nella possibilità di individuare sin da subito la terapia più valida per quel Paziente. Nei Pazienti maschi la diagnosi è sempre clinica, ma anche per loro si può richiedere un tampone uretrale.

Cura e terapia

Il trattamento per le infezioni da lieviti dipende dalla gravità e dalla frequenza delle infezioni.

Per sintomi da lievi a moderati ed episodi rari, il medico potrebbe raccomandare:

  • terapia vaginale. L’assunzione di un farmaco antimicotico per tre o sette giorni di solito eliminerà un’infezione da lievito. I farmaci antimicotici, disponibili sotto forma di creme, unguenti, compresse e supposte. Alcuni di questi farmaci sono disponibili da banco, invece altri solo su prescrizione;

  • farmaci orali monodose. I farmaci per via orale non sono raccomandati alle donne in stato di gravidanza. Per gestire i sintomi più gravi, potresti assumere due dosi singole a tre giorni di distanza.

Se i tuoi sintomi sono gravi o hai frequenti infezioni da lieviti, il medico potrebbe consigliarti:

  • terapia vaginale a lungo termine. Il medico potrebbe prescrivere un farmaco antimicotico da assumere quotidianamente per un massimo di due settimane, seguito da una volta alla settimana per sei mesi;

  • farmaco orale multidose. Il medico potrebbe prescrivere due o tre dosi di un farmaco antimicotico da assumere per bocca invece della terapia vaginale. Tuttavia, questa terapia non è raccomandata per le donne in gravidanza;

  • terapia resistente ai farmaci azolici. Il medico potrebbe raccomandare l’acido borico, una capsula inserita nella vagina. Questo farmaco può essere fatale se assunto per via orale e viene utilizzato solo per trattare il fungo candida resistente ai soliti agenti antimicotici.

È molto importante aderire perfettamente alle cure suggerite dai foglietti illustrativi dei rimedi da automedicazione o, quando prescritte, alle indicazioni del ginecologo; purtroppo, come nel caso dei batteri e degli antibiotici, anche per le infezioni fungine stanno emergendo numerosi ceppi dotati di multiresistenza ai normali antimicotici, rendendo sempre più ostica la terapia di alcune infezioni. Quando gli approcci locali non permettono la risoluzione dell’infezione si ricorre a terapie ad uso orale. È tuttavia importante essere sicure della diagnosi prima di trattare un’infezione genitale / vulvovaginale con farmaci antimicotici da banco, in quanto il cattivo uso e l’abuso di questi medicinali aumenta il rischio di inefficacia perché i funghi diventano resistenti al trattamento.

Prevenzione

Nella maggior parte dei casi, è possibile prevenire le infezioni da candidosi vaginale usando saponi non profumati ed evitando qualsiasi tipo di spray o lavanda vaginale. Per alcune donne alcuni gel da bagno, lozioni o detersivi per il bucato possono causare irritazioni che, a loro volta, possono favorire la comparsa della candidosi. Si consiglia quindi l’uso di prodotti per l’igiene intima delicati e non profumati. Può anche essere utile indossare biancheria intima di cotone, che non intrappoli l’umidità e non impedisca la circolazione dell’aria. Sono poi fattori di rischio abiti troppo stretti e attillati o fatti di materiali come il nylon che possono intrappolare il calore e l’umidità (come i jeans stretti, la biancheria di nylon e i collant). Dopo il nuoto o l’esercizio fisico effettuato indossando costumi e abiti di cotone molto stretti, è importante cambiarsi velocemente il costume o l’abito umido o sudato per mettersi dei vestiti asciutti.

La dieta viene spesso citata come fattore importante nello sviluppo e nella crescita dell’infezione da candida ma le basi scientifiche sono tuttora scarse ed incomplete. Tuttavia, la presenza di elevati livelli di zuccheri nel sangue, conseguenti ad un eccesso di assunzione nella dieta o ad una ridotta tolleranza al glucosio è correlata ad un aumentato rischio di sviluppare infezioni da candida. Gli zuccheri, infatti, creano un ambiente ideale per la crescita e riproduzione dei miceti. È consigliato quindi prediligere alimenti a basso indice glicemico, favorendo carboidrati complessi come i prodotti integrali, e limitando l’assunzione di zuccheri semplici e dolcificanti. Tali accorgimenti sono particolarmente preziosi per quelle Pazienti che soffrono di candidosi complicata o recidivante. La supplementazione con probiotici, come i lattobacilli, contenuti negli integratori o in alimenti come lo yogurt, influenza positivamente la composizione del microbiota intestinale, e di conseguenza di quello vaginale. I prebiotici, contenuti in alcuni alimenti come cicoria, banana, carciofi e asparagi, aiutano i probiotici a ripristinare e a rinforzare la flora; di frequente vengono prescritti insieme. Infine, anche l’assunzione di Vitamina C che ha la capacità di stimolare il sistema immunitario è raccomandata. Le fragole ad esempio sono tra gli alimenti con più alta concentrazione di questa vitamina e hanno un basso indice glicemico.

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Check up Ginecologico

Effettuare dei Check up salute periodicamente e regolarmente rappresenta un'ottima pratica che consente di rilevare i fattori di rischio nelle loro prime fasi, e dunque trattare precocemente gli eventuali fattori di rischio con cambiamenti nello stile di vita ed opportune terapie farmacologiche prima che possano portare allo sviluppo di malattie.

Il testo presente in queste pagine è solo a scopo informativo. Non sostituisce in alcun caso il consiglio medico professionale, in quanto potrebbe non rappresentare la situazione di chi consulta queste pagine web. Non utilizzare queste informazioni per diagnosticare o trattare un problema di salute senza consultare un medico.

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