SPINA CALCANEARE: SINTOMI, CAUSE E TRATTAMENTI

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SPINA CALCANEARE: SINTOMI, CAUSE E TRATTAMENTI

SPINA CALCANEARE: SINTOMI, CAUSE E TRATTAMENTI

Per spina calcaneare si intende una sporgenza, più o meno visibile, sul parte posteriore del piede. Questa protrusione è un deposito di calcio che si forma a livello inferiore dell’osso del tallone ed è anche chiamata spina calcaneare. La spina calcaneare, in termini scientifici conosciuta come entesite calcifica, è la deposizione di sali di calcio all’origine dei tendini, nella fascia plantare, proprio sotto il tallone. Colpisce maggiormente soggetti di sesso femminile, dai 40 anni in sù, ed è più comune nelle donne in fase pre-menopausale, perché sono interessate da una modificazione a livello fisiologico della produzione del calcio (osteoporosi).

Spina Calcaneare Centro FisioMedica IGEA di Roma.

Cause della spina calcaneare

La causa della formazione della spina calcaneare va ricercata proprio da dove tutto comincia, ovvero nella fascia plantare che ha origine nella faccia anteriore del calcagno. I tendini che costituiscono la parte iniziale della fascia, se sottoposti a tensione anomala, tendono a stirarsi, a ‘strapparsi’ dalla loro origine. Il nostro corpo, a difesa, comincia a depositare sali di calcio per ‘rinsaldare’ la posizione naturale e per ripristinare l’equilibrio originale. Gli sperono calcaneari non sono presenti sin dalla nascita, ma la genesi della problematica può avere diverse cause. Sono molto comuni tra gli atleti, perché spesso uno sperone osseo deriva da una lesione ai legamenti del piede e dalla caviglia o da altri tipi di stiramenti degli arti inferiori. Anche le lesioni al tendine di Achille sono causa di formazione di sperone osseo calcaneare. Non è un processo immediato, ma il deposito di calcio che forma lo sperone al tallone può richiedere anche diversi mesi di tempo prima che sia effettivamente visibile. Attraverso una radiografia, possiamo eventualmente già verificare se abbiamo presente una spina calcaneare, non ancora esteriormente visibile.

Oltre alle cause ci sono anche alcuni fattori di rischio che ci vedono predisposti a soffrire di speroni ai piedi. Tra i fattori di rischio principali:

  • obesità;
  • sovrappeso;
  • età;
  • diabete;
  • piedi piatti;
  • artrite reumatoide;
  • vizi di postura.

Un’altra causa della spina calcaneare è da ricercare nell’uso di calzature non idonee, generalmente con tacco basso e plantare non congruo. Il motivo è da ricercare nell’uso durante i mesi estivi di scarpe particolarmente basse senza tacco o plantare, ballerine, ciabatte da spiaggia, infradito, anche le scarpe più classiche come il classico mocassino da uomo, in estate perdono il tacco come le scarpe da barca. E’ indubbio che anche i microtraumi hanno notevole importanza; un esercizio ginnico ripetuto più volte o una corsa prolungata possono causare un aumento di tensione del tendine e una conseguente infiammazione.

I sintomi della spina calcaneare

Non ci sono moltissimi sintomi associati alla spina calcaneare. Tra i sintomi principali ci può essere dolore durante la camminata o nello svolgimento di attività fisica più intensa. Tuttavia non è un sintomo comune. Il dolore allo sperone calcaneare non è dovuto allo sperone stesso, ma alla lesione dei tessuti ad esso associata. Solitamente il dolore, viene descritto dai Pazienti come simile a quello di una lama che trafigge la pianta del piede o quello di uno spillo. Spesso il Paziente riferisce anche un dolore sordo alla pianta del piede dopo un periodo abbastanza prolungato di inattività.

Anche gonfiore e arrossamento sono due sintomi della spina calcaneare. In ogni caso è bene ricordare che spesso lo sperone osseo è una problematica che non porta sintomi al Paziente. Nonostante lo sperone sia asintomatico nella maggior parte dei casi, non sono escluse complicanze, come difficoltà nella deambulazione, lombalgia, problemi al ginocchio e difficoltà a calzare scarpe chiuse.

Nell’entesite calcifica, il dolore non è proporzionale alla grandezza della spina: a volte, spine anche lunghe 2-3 centimetri e asintomatiche vengono rilevate casualmente con radiografie effettuate per altri scopi. Mentre altre, magari lunghe pochi millimetri, possono causare dolori acutissimi. Dipende tutto da come questi sali di calcio vanno a incidere sulle terminazioni nervose del nervo nocicettivo. (I nocicettori sono un particolare tipo di neurone sensitivo primario. Sono neuroni specializzati nella percezione degli stimoli dolorosi.)

Come si fa la diagnosi

La diagnosi di spina calcaneare si può effettuare clinicamente da parte di un ortopedico o di un podologo, grazie alla rilevazione di precisi segnali tipici della patologia. Per avere una maggiore certezza diagnostica, l’esame strumentale più preciso è rappresentato da una semplice radiografia, che dà contezza della presenza e delle dimensioni della spina stessa.

Trattamento della spina calcaneare

Lo sperone calcaneare può essere trattato in diversi modi. Ad esempio abbiamo un approccio conservativo coadiuvato dall’aiuto di un fisioterapista. Anche l’utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei è utile, quando la componente dolore è fortemente presente nello sperone del tallone. Infine quando i rimedi utilizzati non portano alcun tipo di benefici, il medico consiglia un diverso approccio di tipo chirurgico.

Approccio conservativo

Il dolore da spina calcaneare prevede un trattamento abbastanza lungo, un ciclo di terapia di almeno 4-5 mesi che consiste – nella fase acuta – nella assunzione di antinfiammatori, per poi proseguire a seconda dei casi con terapie strumentali come le onde d’urto. Oggi risultano molto efficaci anche le infiltrazioni di cortisone. Importante è nell’iter terapeutico la riabilitazione che consiste in esercizi di allungamento del tendine di Achille e della fascia plantare.

Per quanto riguarda l’utilizzo di calzature adeguate, l’indicazione principale è quella di avere sempre un minimo di tacco:

  • di altezza di almeno 2 cm per gli uomini;
  • di altezza di almeno 3-4 cm per le donne.

Il tacco deve essere largo, perché più stabile e aiuta il tendine a distendersi. Le calzature con il tacco si possono indossare continuativamente per circa 6 mesi o un anno, a seconda delle esigenze della persona. Quando invece il dolore è continuo è necessario intervenire con ortesi (plantari) specifiche a misura di Paziente.

Per quanto riguarda le onde d’urto, solitamente sono previste 3 sedute a ciclo (a distanza di una settimana dall’altra), successivamente 1 mese di riposo; ancora un altro ciclo, un altro mese di riposo e infine un ultimo ciclo. Le onde d’urto agiscono andando a limare i bordi dei sali di calcio, arrotondandoli e rendendoli meno dolorosi. In questo modo, si andrebbe a togliere l’infiammazione.

Ma attenzione: eseguire le onde d’urto senza però andare a combattere la causa che provoca il dolore, non è utile perché il tendine continuerebbe a infiammarsi. Per questo è necessario portare, in parallelo, anche le calzature con il tacco o le ortesi.

Approccio chirurgico

Qualora il Paziente non risponda alle terapie conservative o comunque il suo problema rientra nei casi più gravi, si potrà procedere a tecniche chirurgiche. Teniamo a ricordare che si tratta comunque di operazioni chirurgiche di tipo mini-invasivo, con un ridotto tempo di degenza. Ciononostante è bene sapere che circa un 80%-90% dei casi di sindrome dello spina calcaneare si risolve senza dover ricorre alla chirurgia. La chirurgia dello spina calcaneare è un intervento sotto forma di piccola incisione volta ad allungare la fascia plantare. Contestualmente viene rimosso lo sperone al tallone o viene comunque ridotto in modo da controllare il processo di guarigione e limitare il dolore al piede. L’intervento si esegue in anestesia locale ed ha una durata di circa un quarto d’ora. Il Paziente potrà tornare a caricare quasi subito, pur sentendo un leggero dolore, senza tuttavia sottoporsi a sforzi eccessivi. Dopo circa un mese dall’intervento il Paziente sentirà i benefici dell’operazione chirurgica alla spina calcaneare.

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