TRICOMONIASI GENITALE: SINTOMI, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

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TRICOMONIASI GENITALE: SINTOMI, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

TRICOMONIASI GENITALE: SINTOMI, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

Il Trichomonas vaginalis è un protozoo flagellato responsabile della tricomoniasi, l’infezione sessualmente trasmessa (IST) più diffusa nel mondo. La vaginite causata dal trichomonas vaginalisè una delle infezioni sessualmente trasmesse più comuni. L’OMS stima che la prevalenza nelle donne sia intorno al 7%. Spesso l’uomo è un portatore asintomatico e rappresenta il vettore principale dell’infezione. Di conseguenza è prevalente la trasmissione da uomo a donna. Nelle donne è più frequente la trasmissione in età fertile, tra i 20 e i 45 anni.

Tricomoniasi Genitale, Centro Medico FisioMedica IGEA.

Trasmissione

La tricomoniasi si trasmette principalmente attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali (vaginali, anali, orali), ma esiste la possibilità di contrarre l’infezione anche scambiando la biancheria, gli asciugamani e i sex toys. Se viene contratta in gravidanza può associarsi a parto pretermine. La trasmissione perinatale è rara, ma sono stati segnalati casi di tricomoniasi nei neonati di sesso femminile durante il passaggio nel canale del parto, caratterizzati da infezioni del tratto urinario e vaginale. La tricomoniasi è associata a un maggior rischio di contrarre o trasmettere l’HIV ed è frequentemente associata ad altre IST, costituendo un indicatore di comportamento sessuale a rischio. I fattori di rischio per l’infezione da Trichomonas vaginalis sono:

  • avere plurimi partners;
  • aver avuto precedenti malattie sessualmente trasmesse;
  • non utilizzare i metodi contraccettivi di barriera;
  • assunzione di droghe iniettabili;
  • fumo;
  • status socio economico basso.

Tricomoniasi sintomi

Solamente il 40% delle donne con segni e sintomi vaginali ha un’eziologia infettiva. E di questi il 90% è causata da miceti, come il Trichomonas vaginalis, e la vaginosi batterica. Possiamo distinguere due forme di infezione. La forma acuta presenta leucorrea, perdite verdi-giallognole, dolore alla minzione, prurito e bruciore. Mentre per quanto riguarda la forma cronica o recidivante essa è una forma più subdola. Il sintomo principale è il prurito associato a dispareunia e pollachiuria. Per quanto riguarda la donna possiamo avere cervicovaginiti con delle vulviti irritative e intertrigine. Per quanto riguarda le trichomonas perdite sono giallastre e schiumose e sono molto aderenti alle pareti dei fornici vaginali. Si ha una clinica caratteristica. Infatti all’esame speculare, con il reattivo di Lugol, possiamo riscontrare quella che viene definita cervice a fragola. Quindi con la comparsa di piccole chiazze eritematose sul collo dell’utero. L’infezione, qualora venisse contratta in gravidanza, può causare parto pretermine e rottura prematura delle membrane amniocoriali. L’infezione da trichomonas nell’uomo determina uretrite catarrale mucopurulenta o esclusivamente purulenta. La risalita del protozoo per via canalicolare ascendente può causare inoltre prostatite, epididimite, ridotta motilità e vitalità degli spermatozoi che possono essere causa poi di infertilità maschile.

Diagnosi

La diagnosi clinica di tricomoniasi non sempre è possibile poiché l’infezione è spesso asintomatica e i sintomi, se presenti, sono minimi o aspecifici. Per la diagnosi è quindi necessario effettuare dei test di laboratorio che si eseguono su tampone vaginale per la donna, tampone uretrale per l’uomo o su un campione di urina per entrambi. Il metodo più comune per la diagnosi di Trichomonas è l’esame microscopico a fresco. Tuttavia esso risulta avere una bassa sensibilità. L’esame colturale sia delle secrezioni che delle urine resta il gold standard per la diagnosi di tricomoniasi. Altri test utilizzati sono il test di flusso immunocromografico su dipstick o i test di amplificazione degli acidi nucleici (NAATs), questi ultimi con un’elevatissima sensibilità (100%), anche se più costosi. La tricomoniasi è frequentemente diagnosticata anche osservando il microrganismo, quando viene eseguito un test di Papanicolaou (Pap-test). Il protozoo Trichomonas può coesistere (e spesso succede) con altri microrganismi portatori di altre infezioni come clamidia o gonorrea, per cui è bene sottoporsi a test che possano escludere queste ultime e arrivare ad una diagnosi differenziale. Sono in commercio, per la diagnosi di infezione da Trichomonas vaginalis, anche i test di amplificazione degli acidi nucleici (NAATs), con una sensibilità superiore alla coltura e pari al 100% che si possono eseguire su campioni vaginali, endocervicali o di urina nelle donne e su campioni uretrali o di urina negli uomini. Queste tecniche possono tuttavia avere dei costi più elevati e una procedura di esecuzione più complessa.

Trattamento della tricomoniasi

È il medico curante, accertata la diagnosi di tricomoniasi, a prescrivere un trattamento che si basa sulla somministrazione orale di metronidazolo. La somministrazione unica di metronidazolo 2 grammi per via orale sono efficaci nel 95% dei casi, a patto che si esegua il trattamento contemporaneamente al partner sessuale. È raccomandata l’astensione dai rapporti durante la terapia, fino alla completa risoluzione dell’infezione. Nel caso di infezione persistente il trattamento può essere ripetuto ed esteso (doppia somministrazione giornaliera per 5-7 giorni). Durante il trattamento è necessario evitare l’assunzione di bevande alcoliche per non andare incontro ad effetti avversi come nausea e vomito, cefalea, crampi, vampate. Le donne in gravidanza con infezione da Trichomonas possono essere trattate superato il primo trimestre. Durante l’allattamento il metronidazolo può essere assunto interrompendo però l’allattamento per le 24 ore successive.

Farmaco di seconda linea invece è il tinidazolo, sempre 2 grammi in unica dose. Per quanto riguarda invece la terapia topica abbiamo diversi tipi di ovuli. Metronidazolo per via vaginale o un gel allo 0,75%, un’applicazione al giorno per 5 giorni oppure ovuli da 500 milligrammi uno o due ovuli per 5 giorni. Un’alternativa può essere la clindamicina, sempre per via vaginale, crema al 2% un‘applicazione al giorno per 7 giorni oppure ovuli 100 milligrammi 1 ovulo al giorno per 3 giorni.

Tricomoniasi cura della recidiva

Purtroppo circa il 25% delle donne affette da Tricomoniasi genitale che rispondono alla terapia presentano poi una recidiva della sintomatologia. Questo può essere dovuto a una re-infezione, all’incapacità di radicare l’agente eziologico con persistenza quindi dello stesso e all’inabilità di andare a ripristinare la flora vaginale fisiologica. In questi casi, è consigliato iniziare una terapia prolungata con metronidazolo per 14 giorni con esecuzione di antibiogramma e andare a ripristinare la flora con dei lactobacilli per via vaginale. In realtà è bene specificare che la persistenza della sintomatologia in caso di infezioni da trichomonas vaginalis è dovuta alla persistenza dell’infezione e non a recidive di essa. Questo può essere dovuto alla resistenza del trichomonas vaginalis al metronidazolo. In questo caso si tenta di ripetere un ciclo terapeutico standard con metronidazolo. Qualora non dovesse rispondere anche al secondo trattamento, si andrà a fare una terapia empirica antibiotica con eritromicina o amoxicillina per andare a ridurre gli streptococchi beta emolitici che possono essere causa di riduzione dell’efficacia del trattamento. E in seguito a essa si ripete un ciclo di metronidazolo.

Possibili complicanze della tricomoniasi

La tricomoniasi non è soltanto una malattia fastidiosa, sgradevole e irritante. Anche quando passa inosservata per anni, se non trattata adeguatamente la tricomoniasi può dar luogo a severe complicanze. In particolare, l’infezione da Trichomonas può determinare:

  • Sterilità, sia nella donna che nell’uomo;
  • Irritazioni del pene e infiammazioni della prostata nell’uomo;
  • Infezione di utero e tube nella donna.

Inoltre, la tricomoniasi sembra:

  • Aumentare il rischio di carcinoma cervicale;
  • Favorire la trasmissione dell’HIV.

Per quanto riguarda la gravidanza, l’infezione da Trichomonas è associata a:

  • Gravidanze ectopiche;
  • Parti prematuri;
  • Basso peso del bambino alla nascita.

A sua volta, il neonato può acquisire, seppur raramente, l’infezione durante il passaggio attraverso il canale del parto e subire danni di gravità variabile, che vanno dall’asintomaticità, alla congiuntivite e alla polmonite.

Prevenzione

Essendo la trasmissione prevalentemente sessuale, la principale forma di prevenzione è rappresentata dall’utilizzo regolare del preservativo durante i rapporti sessuali. Rapporti non protetti, uso di contraccettivi orali, partner sessuali multipli e rapporti occasionali sono invece al contrario tra i principali fattori di rischio. Un’adeguata igiene intima e l’utilizzo di biancheria rigorosamente personale, è un altra abitudine fondamentale per evitare infezioni, non soltanto relativamente al Trichomonas. Si raccomanda infine di evitare l’uso indiscriminato di lavande vaginali, che sono spesso causa di alterazione dell’ecosistema vaginale.

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Effettuare dei Check up salute periodicamente e regolarmente rappresenta un'ottima pratica che consente di rilevare i fattori di rischio nelle loro prime fasi, e dunque trattare precocemente gli eventuali fattori di rischio con cambiamenti nello stile di vita ed opportune terapie farmacologiche prima che possano portare allo sviluppo di malattie.

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