METODI CONTRACCETTIVI: GUIDA ALLA SCELTA

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METODI CONTRACCETTIVI: GUIDA ALLA SCELTA

METODI CONTRACCETTIVI: GUIDA ALLA SCELTA

Per contraccezione (metodi contraccettivi) si intendono dei metodi o dei dispositivi utilizzati per prevenire il concepimento, tuttavia per estensione il termine è utilizzato anche come sinonimo di controllo delle nascite o controllo della fertilità, riferendosi a metodi usati per prevenire la gravidanza (o per impedire l’impianto dell’embrione dopo il concepimento). I principali metodi di contraccezione possono essere i metodi di barriera, i metodi basati sugli ormoni, la spirale intrauterina (IUD), la sterilizzazione e l’adozione di particolari metodi comportamentali. Questi ultimi possono essere utilizzati prima o durante il rapporto sessuale, mentre i contraccettivi d’emergenza sono efficaci fino a un paio di giorni dopo il rapporto. Tuttavia alcuni dei più moderni contraccettivi d’emergenza possono arrivare fino a un massimo di cinque giorni. I metodi più efficaci sono quelli a lunga azione e che non richiedono assistenza da parte degli operatori sanitari. Gli impianti sottocutanei a rilascio ormonale e i dispositivi intrauterini, hanno tutti tassi di fallimento di meno dell’1%. Le pillole ormonali contraccettive, i cerotti o gli anelli e il metodo dell’amenorrea dovuta alla lattazione (LAM), se usati rigorosamente, possono arrivare ad avere tassi di fallimento del primo anno inferiori all’1%. Se invece di un uso rigoroso si ha un uso tipico, i tassi di fallimento risultano notevolmente superiori, tra il 3% e il 9%, a causa dell’errore nell’utilizzo. Altri metodi come la consapevolezza della fertilità, i preservativi, i diaframmi e spermicidi, hanno tassi di fallimento maggiori anche se utilizzati perfettamente.

È importante avere ben presente, tuttavia, che la scelta del tipo di anticoncezionale dipende da diversi fattori sociali, sanitari, economici e religiosi della coppia.

Quanto è efficace un determinato contraccettivo?

L’efficacia di un contraccettivo viene indicata come il numero di gravidanze non voluto in 100 donne che usano un determinato metodo per un anno (indice di Pearl). Valori < a 1 rappresentano un buon indice di Pearl, come accade per la pillola e per il preservativo usato correttamente.

Da cosa sono protetta oltre che dalla gravidanza?
Non tutti i metodi contraccettivi offrono anche la protezione verso le malattie sessualmente trasmissibili:
in questo senso l’efficacia migliore è offerta dal preservativo, mentre la pillola e la spirale non offrono alcuna protezione sanitaria.

Quali sono gli effetti collaterali dei diversi tipi di contraccezione?

Alcuni contraccettivi (ad esempio contraccettivi estroprogestinici, o IUD) sono gravati da effetti collaterali, talvolta anche gravi e presentano determinate controindicazioni in soggetti a rischio. I metodi di barriera, quali il preservativo, possono avere come unico effetto collaterale la reazione allergica, mentre i dispositivi intrauterini (spirale) determinano un minimo aumento di rischio di infezione, di gravidanza extrauterina e di dolori pelvici. Del resto vi sono piccole spirali di ultima generazione che limitano o annullano una buona parte di questi effetti collaterali, agendo da un lato come dispositivo intrauterino e dall’altro come contraccettivo ormonale, perché rilasciano direttamente piccole quantità di un ormone in sede locale.

Come interferisce sul rapporto?
Il metodo deve essere ben tollerato dalla coppia e interferire il meno possibile con la spontaneità del rapporto sessuale. La pillola e la spirale non interferiscono con la spontaneità del rapporto, a differenza del preservativo e dei metodi naturali.

Quali sono gli altri benefici degli anticoncezionali?
Alcuni metodi possono avere effetti benefici sulla salute della donna, ad esempio i contraccettivi orali, che riducono il rischio di tumore ovarico ed endometriale
se assunti per un certo tempo.

metodi contraccettivi

I metodi contraccettivi si distinguono in:

  • Metodi naturali

La regolazione naturale della fertilità si basa sull’astensione dai rapporti genitali nel corso del periodo fertile del ciclo femminile che è identificato con specifici sistemi. Tali metodi consistono nel:

Il metodo del ritmo (conosciuto anche come Ogino Knauss)

Il metodo di Ogino-Knaus è un sistema di contraccezione naturale che ha l’obiettivo di evitare la gravidanza sulla base del calcolo dei giorni fertili della donna, durante i quali la coppia si astiene dai rapporti sessuali. Nel 1923 K. Ogino in Giappone e H. Knaus in Austria, sulla base di accurati calcoli statistici, stabilirono che il periodo fecondo della donna coincide con i giorni vicini alla metà del ciclo (orientativamente 14° giorno del ciclo). Da questa considerazione nacque il suggerimento che astenendosi dal rapporto sessuale nei giorni immediatamente antecedenti e seguenti l’ovulazione si può attuare una sorta di contraccezione naturale, definito in seguito “metodo del ritmo” (metodo contraccettivo accettato dalla Chiesa cattolica). Poiché gli spermatozoi possono sopravvivere nelle vie genitali femminili all’incirca tre giorni (anche se studi più recenti dimostrano che questo periodo può essere più lungo) è necessario, secondo Ogino e Knaus, avere a disposizione dei sintomi e/o segni capaci di preavvertire la donna dell’imminente ovulazione (anche se si tratta di segnali tutt’oggi non stabiliti con certezza). Il metodo Ogino Knaus presuppone un’ottima conoscenza del proprio corpo da parte della donna, ma la sua bassa efficacia è dovuta a un aspetto in particolare: il problema più importante resta che sono poche le donne che hanno sempre cicli di durata costante e che l’ovulazione e le mestruazioni possono essere influenzate da varie situazioni come viaggi, malattie, farmaci e stress psico-fisici. Inoltre non può essere seguito nel periodo dell’allattamento poiché la ripresa dell’ovulazione non è immediata. L’Ogino Knaus si è dimostrato essere un sistema più efficace nel programmare una gravidanza, al contrario come metodo contraccettivo ha un elevato indice di insuccesso tra il 7% e il 38%.

La misurazione della temperatura basale

Il metodo della temperatura basale consiste nella misurazione della temperatura corporea con un semplice termometro, al mattino, al risveglio, per via rettale o per via vaginale, durante i 28 giorni del ciclo mestruale. Questo metodo si basa su un principio: nella prima fase del ciclo (prima dell’ovulazione) la temperatura corporea è un po’ più bassa poi, al momento dell’ovulazione e durante la seconda fase del ciclo, in seguito all’aumento nel sangue del progesterone, si registra un lieve aumento della temperatura basale mattutina (circa 3-5 decimi di grado) che si mantiene stabile fino alla comparsa della mestruazione, avvenuta la quale la temperatura torna nuovamente ad abbassarsi. Per applicare questo metodo, si registrano quotidianamente i valori, si compone un grafico e si osserva questo andamento “bifasico” della temperatura: più bassa prima dell’ovulazione, più alta dopo l’ovulazione. I sostenitori del metodo basale sostengono che, trascorsi i primi 3-4 giorni dopo il momento del “rialzo” della temperatura, si possono avere rapporti liberi, perché l’ovulazione è già avvenuta. Questo metodo (di affidabilità comunque non totale) è applicabile esclusivamente a donne con cicli regolari e precise nella registrazione della temperatura corporea. Bisogna comunque tenere presente che la comparsa di qualsiasi motivo di innalzamento della temperatura corporea verso la metà del ciclo (per esempio, un lieve malessere) fornisce una falsa indicazione con conseguente ulteriore perdita di precisione del metodo. In commercio sono attualmente presenti dei dispositivi sofisticati in grado di analizzare quotidianamente la temperatura corporea e, in base a particolari programmi automatici di analisi che elaborano migliaia di rilevazioni della temperatura corporea, stabilire se la donna si trova o meno in fase ovulatoria.

Metodo del muco cervicale (Metodo Billings)

Il metodo del muco cervicale è chiamato anche il metodo dei 2 giorno (o dell’ovulazione). La donna determina il proprio periodo fertile osservando le secrezioni della vagina, se possibile più volte al giorno, a partire dal giorno successivo alla fine del ciclo mestruale. Queste osservazioni vanno annotate. Il muco di solito presenta le seguenti caratteristiche durante il ciclo mestruale:

  • Può essere assente per alcuni giorni dopo la mestruazione.
  • Dopodiché il muco appare torbido, spesso e anelastico.
  • Subito prima dell’ovulazione, viene prodotta una maggiore quantità di muco e questo è meno denso, più elastico (si allunga fra le dita), trasparente e acquoso (simile all’albume).

I rapporti sessuali vengono completamente evitati durante il ciclo mestruale (perché il muco non può essere controllato). Sono consentiti quando il muco è assente, ma limitati a ogni secondo giorno poiché lo sperma può essere confuso con il muco. I rapporti sessuali sono evitati dal momento in cui compare il muco dopo un ciclo mestruale fino a quando il muco scompare. Dopo la scomparsa del muco i rapporti sessuali sono consentiti senza restrizioni fino all’inizio del ciclo mestruale seguente. Se il muco non segue generalmente l’andamento consueto o se una donna ha difficoltà a interpretare il muco, deve consultare il proprio medico curante. Le donne che utilizzano questo metodo non dovrebbero usare lavande o deodoranti o creme per l’igiene intima poiché questi prodotti possono alterare il muco. Un cambiamento del muco cervicale indica l’ovulazione più accuratamente rispetto alla temperatura corporea.

Metodo sintotermico

Si basano sulla combinazione del metodo Ogino Knauss, a quello della temperatura basale e del muco cervicale per identificare l’inizio della fase ovulatoria. Può essere utile anche associare la comparsa di un eventuale dolore al seno, che in alcune donne accompagna l’arrivo dell’ovulazione.

Coito interrotto

È il metodo anticoncezionale più antico e diffuso e consiste nella retrazione del pene dalla vagina prima che avvenga l’eiaculazione per evitare l’entrata degli spermatozoi nelle vie genitali femminili. Anche se correttamente applicata, questa tecnica ha una percentuale di fallimento molto elevata, perché è possibile che, prima dell’eiaculazione vera e propria e senza che il maschio se ne accorga, vi sia una fuoriuscita di liquido prostatico contenente spermatozoi fecondanti. Vanno poi considerati gli aspetti dell’accettabilità del metodo da parte di entrambi i partner e i risvolti psicologici. Inoltre, come metodo anticoncezionale, non protegge da malattie sessualmente trasmesse, pertanto viene solitamente sconsigliato.

  • Metodi contraccettivi di barriera

Il preservativo maschile, detto anche profilattico o condom è il mezzo contraccettivo più diffuso e sicuro per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, con una percentuale di fallimento dovuta principalmente alla rottura associata con lo scorretto utilizzo. Alcuni accorgimenti importanti possono prevenire questa complicanza, quali: l’uso entro la data di scadenza, la conservazione appropriata e cioè lontano da fonti di calore, il corretto posizionamento secondo le istruzioni. Inoltre è bene sottolineare che l’uso di creme vaginali sia terapeutiche che lubrificanti possono danneggiare la superficie del preservativo e incrementare il rischio di rottura. In caso di allergia al lattice vi sono preservativi specifici privi di questa sostanza. Il preservativo ha il vantaggio di essere facile da usare, non necessita di prescrizione medica, costo contenuto per uso singolo, ma elevato se usato per lungo tempo ed è la migliore protezione per le malattie sessualmente trasmesse. Per un uso corretto del preservativo è importante leggere la data di scadenza e le istruzioni sulla confezione, indossarlo dall’inizio alla fine del rapporto sessuale, usarlo solo una volta, srotolarlo sul pene in erezione, eliminare l’aria dal serbatoio, facendo attenzione a non danneggiarlo con unghie o anelli, conservarlo con cura lontano da fonti di calore (cruscotto dell’auto ed altro) e senza ripiegarlo (nelle tasche, nel portafoglio). Non vanno usati lubrificanti oleosi (vaselina) in quanto potrebbero alterare la struttura del preservativo e provocarne la rottura.

Il diaframma è un dispositivo di contraccezione che impedisce allo spermatozoo di entrare nell’utero. Il diaframma vaginale è infatti una piccola coppa di gomma o di silicone riutilizzabile, e dal bordo flessibile, che copre la cervice. Prima del sesso, il diaframma viene inserito profondamente nella vagina: in questo modo parte del cerchio si adatta comodamente dietro l’osso del pube. Più nello specifico, il diaframma anticoncezionale può essere inserito fino a sei ore prima del rapporto sessuale e lasciato in sede per un massimo di 24 ore. Tuttavia è bene ricordare che l’efficacia del diaframma contraccettivo nel prevenire la gravidanza è reale solo se abbinata a uno spermicida. È un metodo poco oneroso, tuttavia ha un’alta percentuale di fallimento, e molti degli insuccessi sono dovuti al non corretto inserimento. Inoltre esercitando una pressione sull’uretra aumenta il rischio di infezioni urinarie, e non protegge dalle patologie sessualmente trasmesse.

Gli spermicidi sono sostanze sotto forma di ovuli, creme, gelatine o spugne, facilmente disponibili e non soggetti a ricetta medica. Devono essere introdotti profondamente in vagina poco prima del rapporto e sono efficaci per circa un’ora. Essi hanno il vantaggio di procurare una certa lubrificazione vaginale utile nel periodo di perimenopausa, e di esseri economici e facili da usare. D’altra parte l’indice di Pearl è alto (10-20); possono procurare reazioni allergiche locali o reazioni irritative, non proteggono da malattie sessualmente trasmesse e possono essere associati ad altri metodi di barriera.

Il dispositivo intrauterino (spirale contraccettiva o IUD), è un efficace metodo di contraccezione meccanica di lunga durata d’azione, i cui effetti sono reversibili. Viene posizionato dal ginecologo a livello del fondo uterino. Solitamente viene utilizzato in donne che hanno già partorito. Esso determina una situazione di infiammazione sterile locale che ostacola la funzionalità degli spermatozoi.

IUD AL RAME (Cu-IUD)

È un dispositivo intrauterino non ormonale, variabile per dimensioni e forma, composto da una struttura in plastica combinata a un filo di rame avvolto sullo stelo centrale (in qualche caso anche sulle braccia laterali) con superficie totale del rame e durata d’azione variabile. Può essere usato anche come contraccettivo d’emergenza. In Italia sono commercializzati anche IUD al rame di tipo frameless, cioè privi di struttura rigida.

IUD A RILASCIO DI LEVONORGESTREL (LNG-IUS, intrauterine system).
Dispositivo intrauterino a forma di T costituito da una struttura in plastica contente un nucleo che rilascia il progestinico levonorgestrel (LNG) in maniera continuativa. Per il commercio in Italia, al momento, sono disponibili due dispositivi con diverso dosaggio di LNG:

  1. dispositivo contenente 13.5 mg di LNG (dimensioni 28X30X1.55mm), durata effetto contraccettivo: 3 anni
  2. dispositivo contenente 19.5 mg di LNG, di analoghe dimensioni, durata effetto contraccettivo: 5 anni.

In commercio esiste anche un dispositivo analogo di maggiori dimensioni, contenente 52 mg di LNG che è indicato anche per il trattamento delle menometrorragie: il rilascio ormonale è stato valutato in circa 20 mcgr/die in fase iniziale e si riduce a 10 mcgr/die dopo i 5 anni di durata. Un anellino in argento e la presenza di solfato di bario all’interno dei dispositivi ne facilitano l’identificazione con le tecniche di imaging.

  • Metodi contraccettivi ormonali

I metodi contraccettivi ormonali prevedono l’assunzione con vie di somministrazione e tempistiche diverse di estrogeni e progesterone o di solo progesterone. Il meccanismo di azione dipende dal blocco dell’ovulazione mediante l’inibizione della secrezione di gonadotropine, la modifica dell’endometrio rendendolo poco favorevole all’impianto, l’influenza sul muco cervicale rendendolo più spesso e quindi di ostacolo al passaggio degli spermatozoi.

I contraccettivi orali sono costituiti da confezioni contenenti 21 o 28 pillole. Nei preparati a 21 pillole la donna assume una pillola al giorno per 21 giorni iniziando dal primo giorno del ciclo (primo giorno di mestruazione) segue una pausa di 7 giorni duranti i quali compaiono le mestruazioni. Le confezioni da 28 pillole sono costituite da 21 pillole efficaci e 7 pillole senza alcun principio attivo per permettere un’assunzione continuativa senza pausa. La composizione delle pillole può essere uguale in tutte e si parla di contraccettivo monobasico o può variare la percentuale di estrogeni e progesterone e si parla di contraccettivo bifasico o trifasico.

I vantaggi dei contraccettivi orali consistono in un’ottima efficacia con indice di Pearl < 0,3 nel caso di corretto utilizzo, nella non correlazione con l’atto sessuale e nella rapida reversibilità alla fertilità. Presentano ulteriori effetti benefici sulla salute della donna: è stato infatti dimostrato che alcune associazioni estroprogestiniche riducono il rischio di tumore ovarico ed endometriale e che tale riduzione persiste anni dopo il loro utilizzo; riducono il rischio di patologie benigne quali cisti ovariche, malattia infiammatoria pelvica ed endometriosi, migliorano i quadri clinici di acne, irsutismo, endometriosi, dismenorrea e sindrome premestruale, menorragia da fibromi, e sindrome dell’ovaio policistico. L’uso degli anticoncezionali orali tuttavia deve essere sotto controllo medico, in ragione di possibili effetti collaterali e sono controindicati in alcuni soggetti con determinati fattori di rischio.

In dettaglio l’uso dei contraccettivi ormonali è controindicato in soggetti con:

  • Ipertensione, cefalea e fumatrici (>15 sig/die);
  • Storia personale di pregressa ischemia cerebrale, embolia polmonare, trombosi venosa;
  • Epatite in fase attiva o tumori benigni o maligni al fegato e patologie della colecisti;
  • Malattia infiammatoria cronica intestinale (l’uso di contraccettivi determina un peggioramento della patologia);
  • Tumore mammario;
  • Familiarità positiva per episodi tromboembolici (in tal caso sia presente può essere utile approfondire il quadro clinico con esami ematici specifico);
  • Esistono poi condizioni particolari come ad esempio l’epilessia, l’obesità etc. per le quali è necessario un consulto di più specialisti al fine di ottenere il miglior risultato per la paziente.

Si può prescrivere anche un contraccettivo orale contenente solo progestinico, la cui azione è mirata unicamente al muco cervicale favorendone l’ispessimento e creando sulla superficie dell’endometrio un ambiente poco favorevole all’impianto. Per l’assenza di estrogeni, questa pillola è indicata per quelle pazienti che presentano le controindicazioni per i contraccettivi combinati.

Oltre a quella orale esistono altre modalità di somministrazione dei contraccettivi ormonali:

  • Contraccettivi di tipo iniettabile a base di progestinici che possono essere somministrati a cadenza trimestrale a cadenza mensile.

  • Impianti sottocutanei che rilasciano giornalmente una quantità prestabilita di ormoni.

  • Dispositivi a rilascio trans dermico che vengono applicati a partire dal primo giorno di flusso e sostituiti ogni settimana per 3 settimane seguite da una settimana di intervallo.

  • Dispositivi a rilascio transvaginale che vengono inseriti entro il quinto giorno del ciclo in vagina e lasciati in sede per tre settimane al termine delle quali vengono rimossi con comparsa del flusso mestruale.

Il testo presente in queste pagine è solo a scopo informativo. Non sostituisce in alcun caso il consiglio medico professionale, in quanto potrebbe non rappresentare la situazione di chi consulta queste pagine web. Non utilizzare queste informazioni per diagnosticare o trattare un problema di salute senza consultare un medico.

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