Trattamento dell’Infiammazione del Tendine Sottoscapolare

L’infiammazione del tendine sottoscapolare, pur non essendo molto frequente, va riconosciuta precocemente e trattata in maniera tempestiva. Una diagnosi accurata è fondamentale per confermare la lesione già ai primi sintomi ed evitare complicanze a lungo termine, poiché il tendine sottoscapolare è cruciale per il corretto movimento e la stabilità della spalla.
Il muscolo sottoscapolare, situato sotto la scapola e che si estende fino alla testa dell’omero, consente la rotazione interna del braccio, l’adduzione e l’abbassamento dell’omero, oltre a stabilizzare la testa omerale nella cavità articolare della spalla. Una sua disfunzione compromette la coordinazione con gli altri muscoli della cuffia dei rotatori, come sovraspinato, infraspinato e piccolo rotondo, aumentando il rischio di lesioni o rotture tendinee se non trattata adeguatamente.
Anatomia e funzione del tendine sottoscapolare
Il sottoscapolare è parte integrante della cuffia dei rotatori, un gruppo muscolare che avvolge la testa dell’omero come una vera e propria cuffia, garantendo stabilità all’articolazione della spalla, particolarmente durante movimenti sopra i 90 gradi. La spalla, essendo un’articolazione altamente mobile, necessita del supporto costante della cuffia dei rotatori, i cui tendini sono però soggetti a infiammazione, usura e lesioni.
Sintomi dell’infiammazione del tendine sottoscapolare
Il sintomo principale è il dolore alla spalla, che può manifestarsi sia durante i movimenti sia a riposo, con frequente comparsa notturna. Spesso il dolore è diffuso e può irradiarsi lungo il braccio o verso il collo, senza un punto di origine definito. Tra i movimenti critici, la rotazione interna, come quando si porta la mano dietro la schiena, è spesso compromessa. Altri sintomi includono debolezza muscolare, limitazione funzionale nei movimenti di rotazione ed elevazione del braccio e, in alcuni casi, crepitio durante i movimenti articolari.
Cause dell’infiammazione del tendine sottoscapolare
Le infiammazioni del sottoscapolare possono essere legate a lesioni concomitanti della cuffia dei rotatori o del capo lungo del bicipite, a degenerazione articolare o, più raramente, a lesioni isolate. Tra le cause principali troviamo traumi diretti alla spalla, movimenti ripetitivi sopra la testa, sollecitazioni eccessive dovute a sport o attività lavorative, processi degenerativi legati all’età (frequenti tra i 40 e 70 anni), sindrome da conflitto subacromiale anteriore, cattiva postura delle scapole, problemi cervicali, immobilizzazione forzata o interventi chirurgici pregressi, oltre a disturbi metabolici come quelli tiroidei.
Diagnosi
La diagnosi richiede la valutazione di uno specialista ortopedico, comprensiva di anamnesi dettagliata e test clinici specifici come il Gerber e il Napoleon test. Per confermare l’infiammazione del tendine sottoscapolare, il medico può prescrivere radiografie standard, risonanza magnetica nucleare (RMN), esame altamente affidabile per valutare le dimensioni della lesione, o artroscopia, tecnica mini-invasiva che consente di evidenziare lesioni difficili da rilevare con altri esami.
Terapia conservativa
Nei casi di lesione parziale o infiammazione lieve, la terapia conservativa prevede riposo, utilizzo di tutori, applicazione di ghiaccio più volte al giorno, assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei e analgesici sotto controllo medico, infiltrazioni locali di anestetico o antinfiammatorio se necessario, tecarterapia, laser Yag ad alta potenza e onde d’urto per calcificazioni. Successivamente si passa alla riabilitazione con terapia manuale e esercizi terapeutici mirati, volti a ripristinare la mobilità, rinforzare i muscoli della spalla e prevenire recidive.
Quando è necessario l’intervento chirurgico
Nei casi di lesione totale o rottura del tendine sottoscapolare, l’intervento chirurgico è indispensabile per ripristinare la funzione biomeccanica della spalla. Le tecniche disponibili includono intervento a cielo aperto o artroscopia, quest’ultima preferita per la sua natura mini-invasiva e per la possibilità di suturare il tendine, rimuovere tessuto infiammato e osteofiti, e levigare l’acromion.
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