ERNIA DEL DISCO

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ERNIA DEL DISCO

ERNIA DEL DISCO: CAUSE, SINTOMI E POSSIBILE CURE

L’ernia del disco è una patologia della colonna vertebrale, che provoca comparsa di dolore, anche molto importante. Essa può colpire qualunque tratto della colonna vertebrale, ma quella più diffusa riguarda la zona lombare, ovvero la parte bassa. In particolare, colpisce maggiormente (circa il 90%) il disco compreso tra la quarta e quinta vertebra lombare (L4-L5). I corpi vertebrali della colonna sono separati da dischi intervertebrali che sono costituiti da una parte centrale gelatinosa, il nucleo polposo, e dall’anulus fibrosus: un tessuto elastico stratificato costituito da una matrice extracellulare arricchita da una serie di fibre proteiche disposte a zig-zag, dunque orientate non verticalmente. L’elasticità del disco rende possibile la compressione verticale e periferica della colonna, facilitando l’assorbimento degli urti e la distribuzione del peso corporeo. Un’eccessiva usura del disco può portare alla rottura dell’anello fibroso (anulus fibrosus), con la fuoriuscita del nucleo polposo (ernia). Le motivazioni che portano a questa patologiasono da ricercarsi in posture errate, lesioni vertebrali, deficit muscolari e il sollevamento di carichi in modo scorretto. Con l’avanzare dell’età e lo stress i dischi intervertebrali perdono idratazione: lo stress sulla colonna vertebrale diventa maggiore e l’anello comincia a presentare lesioni radiali. La diminuzione dell’altezza del disco può determinare protusione dell’anello fibroso nel canale midollare, e in ultima istanza un’ernia del disco. Le ernie cervicali interessano 6 uomini su 100.000 e 4 donne su 100.000. L’ernia cervicale molle si presenta con maggiore frequenza tra i 45 e 55 anni di età, mentre la spondilo-disco-artrosi è più legata alla fascia di età compresa tra i 50 e i 55 anni. L’ernia cervicale può essere mediana (radicolopatia), intraforaminale (mielopatia) o extraforaminale (radicolopatia e mielopatia). Le ernie discali lombari colpiscono crica l’86 degli italiani e il 50 per cento di loro guarisce spontaneamente e senza chirurgia. Il dolore invalidante e un deficit motorio collegabile alla difficoltà di movimento di piede o coscia sono i sintomi più evidenti della presenza di un’ernia discale lombare. La zona dorsale (ernia dorsale) è meno a rischio, poiché articolandosi con le coste della gabbia toracica è più stabile e dunque meno esposta a questo tipo di affezioni. Il trattamento per l’ernia del disco può essere conservativo (farmacologico o fisioterapico) o chirurgico quando il dolore persiste, il deficit motorio radicolare è presente assieme a una sofferenza delle vie lunghe.

Ernia del disco è una patologia della colonna vertebrale, che provoca comparsa di dolore.

Sintomi dell’ernia del disco:

L’ernia del disco si può presentare con sintomi differenti a seconda del grado di intensità e del punto colpito. In generale, i sintomi principali sono:

  1. Dolore, spesso invalidante;

  2. Intorpidimento e formicolio degli arti;

  3. Debolezza, con difficoltà ad afferrare gli oggetti.

Il principale sintomo è il dolore irradiato. Se il dolore si diffonde sulle gambe, l’ernia si trova probabilmente nella parte bassa della schiena (zona lombare). Se il fastidio è nella zona centrale della schiena, è probabile che l’ernia sia presente a livello dorsale. Se il dolore è percepito dal collo verso le braccia, si potrebbe trattare di un’ernia cervicale, cioè ubicata nella zona del collo.

Come si effettua la diagnosi di ernia del disco?

L’ernia del disco viene in genere diagnosticata durante la visita ortopedica o fisiatrica. Altri esami utili possono essere:

  • Radiografie, per verificare l’eventuale presenza di altre patologie;
  • TAC, per valutare lo stato di salute della colonna;
  • Risonanza magnetica, per verificare dove si trova l’ernia e il suo contatto con i nervi;
  • Test della conduzione nervosa o elettromiografia, per la misurazione della qualità e della quantità degli impulsi nervosi.

Trattamenti dell’ernia del disco:

Come ci ricorda la SIOT, l’ernia del disco ha una sua evoluzione naturale, e la maggior parte si riduce di dimensioni o regredisce nel tempo senza effettuare trattamenti. Questo non vuol dire, ci teniamo a sottolinearlo, che si debba sottovalutare il problema o evitare di affrontarlo.

È sempre consigliato rivolgersi ad un medico per farsi prescrivere un eventuale iter terapeutico, che può essere farmacologico, fisioterapico o chirurgico.

Il trattamento si divide, quindi, in due macro categorie:

1. Trattamento conservativo;

2. Trattamento chirurgico.

Nel primo caso, si va ad agire sui sintomi, attraverso:

  • riposo a letto;
  • somministrazione di farmaci: antidolorifici, anti-infiammatori, cortisonici, miorilassanti;
  • trattamenti ausiliari: busto;
  • posture di scarico in cui si ha una decompressione della radice nervosa compressa dall’ernia;
  • tecniche manuali specifiche: come la tecnica manuale del poumpage e della trazione;
  • mezzi fisici ad alta tecnologia come: laser ad alta potenza (ND:YAG), tecarterapia, ultrasuoni, correnti antalgiche;
  • esercizi terapeutici: sono fondamentali per il mantenimento dei progressi raggiunti con le tecniche passive, per la cura dei sintomi e per la prevenzione di eventuali ricadute.

Nel caso del trattamento chirurgico, quest’ultimo può variare a seconda delle condizioni del paziente e delle scelte del medico.

In ogni caso, si tende sempre ad effettuare un primo trattamento di tipo conservativo e, solo in caso di mancato miglioramento delle condizioni del paziente, valutare un intervento chirurgico che, lo ricordiamo, è comunque sempre invasivo.

Il testo presente in queste pagine è solo a scopo informativo. Non sostituisce in alcun caso il consiglio medico professionale, in quanto potrebbe non rappresentare la situazione di chi consulta queste pagine web. Non utilizzare queste informazioni per diagnosticare o trattare un problema di salute senza consultare un medico.

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