LOMBALGIA

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LOMBALGIA: CAUSE, SINTOMI E POSSIBILE CURE

La lombalgia, comunemente chiamata “mal di schiena”, colpisce il 50% della popolazione almeno una volta nel corso della vita,  compare dal 50% all’80% dei casi in età adulta con un livello di recidive del 50% e del 60%. La più frequente (90% dei casi) tra le tipologie di lombalgia è quella di tipo meccanico (lombalgia comune). Le cause in grado di scatenare questo diffusissimo problema possono essere molteplici e vanno dalle patologie a carico della colonna vertebrale fino ad abitudini sbagliate come l’assunzione di posture errate nel corso del tempo o di lavori pesanti. Nell’80% dei casi circa la lombalgia è causata da contrattura muscolare o da lesione muscolare o tendinea. La contrattura muscolare è in genere conseguente a uno stress eccessivo, all’assunzione di una postura scorretta o a uno sforzo. In casi più seri, la lombalgia può essere dovuta a una lesione muscolare o tendinea, in seguito a uno sforzo eccessivo, condotto all’improvviso. Nei casi restanti, la lombalgia è legata a problemi a carico della colonna vertebrale, come per esempio: Spondilosi o Spondilolistesi. La spondilosi lombare è una patologia a carico della colonna vertebrale che si manifesta quando le vertebre scivolano una sull’altra. Si tratta di una malattia tipica della vecchiaia e si presenta con maggiore frequenza nelle donne. Con l’avanzare dell’età, le ossa del rachide si dilatano verso il canale e comprimendo il midollo e i nervi. Ecco perchè la patologia risulta essere molto fastidiosa e dolorosa per i pazienti. Anche le fratture vertebrali, sebbene spesso non vengano diagnosticate, possono essere responsabili di dolore continuo e di deformazione della colonna, per la compressione del corpo vertebrale danneggiato che vede diminuita la propria altezza.

Tipi di lombalgia:

La lombalgia acuta

Quando il dolore compare improvvisamente si tratta in genere di lombalgia acuta, che può arrivare a causare un disturbo comunemente conosciuto come “colpo della strega”. Spesso sembra che alla sua base non ci sia nessuna causa medica particolare, ma in realtà questo tipo di dolore lombare può nascondere problemi alla colonna vertebrale come la degenerazione progressiva dei dischi intervertebrali, le strutture che formano un cuscinetto tra una vertebra e l’altra consentendo i movimenti e attenuando gli sforzi di compressione. Durante gli episodi acuti è bene osservare delle semplici regole di comportamento, come fare una lieve ma costante attività fisica, cercare di avere un’alimentazione corretta, coadiuvare il decorso della patologia con massaggi ed evitare di fare sforzi. È sempre bene non sottovalutare un problema di lombalgia acuta ed è consigliabile consultare sempre un operatore sanitario per avere un consiglio su come approcciare il problema. Il medico valuterà anche la necessità di analisi diagnostiche più approfondite che però, à bene tenerlo sempre a mente, non sempre sono necessarie. Radiografie, TAC, risonanze magnetiche infatti spesso in caso di lombalgia acuta sono superflue e a causa delle lunghe liste di attesa tendono a ritardare l’inizio di un trattamento adeguato e completo. Andrebbero pertanto riservati solo in quelle particolari condizioni il cui il medico sospetti una condizione più compromessa.

La lombalgia cronica

Purtroppo non tutte le lombalgie sono passeggere. Molte volte il problema è causato da malattie che provocano di per sé la cronicizzazione di questo sintomo, mentre altre volte si tratta di una lombalgia acuta (magari dovuta a una semplice lesione o un danno accidentale) che diventa cronica. In quest’ultimo caso i periodi in cui si soffre di mal di schiena possono essere intervallati da periodi in cui il dolore dà tregua, ma il risultato è lo stesso: il fastidio diventa un compagno di vita e minaccia seriamente il benessere personale. Le cause di questa condizione cronica possono essere più di una. Il problema può ad esempio partire dalle articolazioni (origine articolare), oppure può essere causato da un invecchiamento del disco intervertebrale che porta all’instabilità delle vertebre. Inoltre la lombalgia cronica può essere scatenata da un’infiammazione. Altre possibili cause potrebbero essere una scarsa mobilizzazione della colonna vertebrale o l’esecuzione di sforzi fisici in modo errato. Infine, non è da escludere che entrino in gioco fattori psicologici; è stato infatti dimostrato che stress e depressione possono rendere cronico il mal di schiena.

Diagnosi:

Per arrivare a una diagnosi corretta i medici devono prima di tutto eseguire un’anamnesi approfondita. Per questo quando ci si rivolge al medico lamentandosi per un dolore lombare ci si può trovare letteralmente inondati di domande: dov’è localizzato esattamente il dolore? Quanto è intenso? Quando è iniziato? C’è qualche attività che lo aggrava e qualcun’altra che lo allevia? In questo modo è possibile arrivare alle radici del problema, obiettivo fondamentale per individuare la terapia più adatta.

Programma fisioterapico:

Nella fase acuta possono essere necessari dei farmaci prescritti esclusivamente dal medico per superare la fase infiammatoria e dolorosa. Tuttavia il dolore lombare nella maggioranza dei casi regredisce e scompare spontaneamente, purché cessi la causa scatenante. Questo non significa che la fisioterapia sia inutile, perché studi scientifici hanno dimostrato che è possibile ridurre la durata della fase dolorosa, le probabilità recidive e la cronicizzazione attraverso uno specifico intervento fisioterapico con finalità riabilitative. L’obiettivo primario del programma rieducativo è la riduzione della tensione muscolare e del dolore, attraverso terapie fisiche come laser, tens e massoterapia decontratturante dei paravertebrali lombari, quadrato dei lombi, miofasciale dell’ileopsoas e riflessogeno del piriforme. Ridotta la contrattura muscolare, è possibile recuperare l’articolarità e la mobilità attraverso lo stretching muscolare degli adduttori, psoas, glutei, ischiocrurali e TFL; non appena possibile, è utile effettuare attività aerobica consentita (camminata su tapis roulant, ellittica) non prima di aver provveduto alla correzione posturale dell’assetto globale del rachide, viziato da contrazioni antalgiche e atteggiamenti scorretti acquisiti nel tempo.

Una volta diminuito il dolore, è possibile iniziare la fase più importante del protocollo, quella della tonificazione muscolare, attraverso esercitazioni per il trasverso dell’addome, glutei, quadricipite, retto addominale, obliqui e dei muscoli del core veri e propri stabilizzatori e dissipatori delle forze che agiscono sul rachide. Verranno proposti esercizi dapprima in isometria e progressivamente verranno inseriti elementi per migliorare il controllo e la difficoltà come palloni bobath e pedane instabili.

Il testo presente in queste pagine è solo a scopo informativo. Non sostituisce in alcun caso il consiglio medico professionale, in quanto potrebbe non rappresentare la situazione di chi consulta queste pagine web. Non utilizzare queste informazioni per diagnosticare o trattare un problema di salute senza consultare un medico.

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