ROTTURA DEL CAPOLUNGO DEL BICIPITE: PREVENZIONE E RIABILITAZIONE

Rottura del Capolungo del Bicipite: Prevenzione e Riabilitazione

Rottura del Capolungo del bicipite. Centro FisioMedica IGEA a Roma, Centocelle, Prenestino.

Il capolungo del bicipite è una delle due teste principali del muscolo bicipite brachiale, situato nella parte anteriore del braccio. La testa lunga, o capolungo, si distingue dal capocorto, la testa corta del bicipite. Questo muscolo è fondamentale per la flessione del gomito, la supinazione dell’avambraccio e la stabilizzazione della spalla, svolgendo un ruolo cruciale nelle attività quotidiane come sollevare oggetti, portare il cibo alla bocca o pettinarsi, e in numerose attività sportive che richiedono forza e controllo del braccio.

Quando il tendine del capolungo si rompe, la capacità di eseguire questi movimenti può risultare compromessa, causando dolore, debolezza e limitazioni funzionali significative. Comprendere la struttura e la funzione di questo muscolo è quindi essenziale per apprezzare l’importanza della diagnosi precoce e del trattamento adeguato.

Cause e fattori di rischio della rottura del capolungo

La rottura del capolungo del bicipite può verificarsi per diversi motivi, spesso legati a traumi diretti, sforzi eccessivi o degenerazione dei tessuti. È frequente negli sportivi che praticano attività “overhead”, come pallavolo, tennis, nuoto e pallamano, e negli anziani con degenerazione articolare preesistente.

I meccanismi di lesione comprendono contrazioni muscolari improvvise in trazione o compressione, come accade quando si afferra un oggetto che cade, si esegue un sollevamento pesante o durante movimenti esplosivi del braccio. Tra i fattori di rischio principali rientrano l’età avanzata, patologie articolari preesistenti come artrite o tendinopatie, precedenti lesioni del tendine, uso di steroidi anabolizzanti e abitudine al fumo.

Sintomi della rottura del tendine del capolungo

I sintomi variano in base alla gravità della lesione. Tra i più comuni vi sono dolore acuto o sordo nella parte anteriore del braccio, gonfiore locale e deformità evidente del muscolo, spesso caratterizzata dalla cosiddetta “palla di Popeye”, cioè il rigonfiamento della testa del bicipite. La rottura può determinare una significativa perdita di forza, soprattutto nella flessione del gomito e nella supinazione dell’avambraccio, rendendo difficili attività quotidiane come sollevare pesi o portare le mani al viso.

Diagnosi e accertamenti

La diagnosi inizia con un’anamnesi dettagliata dell’infortunio e un esame obiettivo, durante il quale l’ortopedico valuta eventuali lacune nel tendine e confronta la forza di supinazione tra il braccio infortunato e quello sano. Gli esami strumentali includono i raggi X, utili per escludere altre patologie articolari, l’ecografia, rapida e spesso sufficiente per evidenziare lesioni parziali, e la risonanza magnetica (RMN), che fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli, determinando l’entità della lesione e la posizione del tendine, informazioni fondamentali per pianificare un eventuale intervento chirurgico.

Trattamento della rottura del capolungo

Il trattamento può essere conservativo o chirurgico. In pazienti anziani, poco attivi o con condizioni di salute che aumentano il rischio operatorio, può essere indicata la gestione non chirurgica, anche se il recupero completo della forza può essere limitato. Nei pazienti giovani o attivi, il trattamento chirurgico precoce è consigliato entro le prime 2-3 settimane dalla lesione, poiché successivamente il tendine tende a cicatrizzare e accorciarsi, riducendo significativamente le possibilità di una riparazione efficace.

Le tecniche chirurgiche prevedono il riattacco del tendine all’osso dell’avambraccio tramite incisioni singole o doppie, con l’uso di punti di sutura o piccole ancore metalliche. La scelta della tecnica dipende dall’esperienza del chirurgo e dalle caratteristiche della lesione.

Riabilitazione e fisioterapia

La fisioterapia è fondamentale nel recupero della funzione e della forza muscolare dopo la rottura del capolungo del bicipite, sia in seguito a trattamento chirurgico che conservativo. Il percorso riabilitativo include esercizi mirati al ripristino della forza e della mobilità articolare, tecniche di gestione del dolore, stretching e mobilizzazione per prevenire rigidità e contratture. Fondamentale è anche l’educazione del paziente sulla corretta esecuzione degli esercizi e sulle strategie per prevenire recidive o ulteriori lesioni.

Dove eseguire la fisioterapia a Roma

Per un recupero efficace è consigliabile rivolgersi a strutture sanitarie specializzate con personale qualificato e aggiornato sulle migliori procedure riabilitative. Il Centro FisioMedica IGEA, situato a Roma nel quartiere Centocelle Prenestino, offre percorsi personalizzati di fisioterapia e riabilitazione del gomito e della spalla, dedicati anche a chi ha subito la rottura del capolungo del bicipite.

Per maggiori informazioni potete contattarci al numero 06.45.777.400 o recarvi di persona presso il nostro Centro di Fisioterapia sito a Roma in via Giacomo Bresadola 45 quartiere Centocelle Prenestino.

Prenota Online

Gli specialisti del centro FisioMedicaIGEA ti aiuteranno a soddisfare le tue esigenze.