TENDINOPATIA ROTULEA

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TENDINOPATIA ROTULEA

TENDINOPATIA ROTULEA: CAUSE, SINTOMI E POSSIBILI CURE

La tendinopatia rotulea, conosciuta anche come “Jumper’s knee” o ginocchio del saltatore, è una condizione patologica di tipo infiammatorio acuto o cronica che interessa la porzione prossimale del tendine rotuleo in prossimità della sua inserzione a livello della rotula. È di più frequente riscontro tra i soggetti che praticano attività sportive nelle quasi si verifica un carico ripetitivo a livello dell’entesi rotulea con sviluppo di forza esplosiva principalmente durante l’esecuzione del gesto tecnico del salto. Sport quali basket, pallavolo, salto in alto, salto in lungo ma anche podismo possono condurre allo sviluppo del quadro patologico in esame. Può essere considerata una sindrome da sovraccarico in cui fattori intrinseci ed estrinseci possono predisporre lo sviluppo di tale patologia. Anomalie conformazionali del sistema tendine quadricipitale- rotula- tendine rotuleo, malallineamenti rotulei lungo il solco femorale, errata tecnica di salto nella fase di atterraggio sono tutte condizioni che possono predisporre l’insorgenza della patologica. Quando si incorre nella tendinopatia rotulea, si ha generalmente dolore nella parte anteriore del ginocchio, appena sotto la rotula oppure sull’inserzione del tendine sulla tibia, che può essere lieve oppure in altri casi essere talmente forte da impedirne il movimento. Si ha un progressivo peggioramento dei sintomi, e nel caso di tendinopatia cronica il dolore può durare anche qualche mese. All’inizio dell’infiammazione si avverte una sensazione di rigidità del ginocchio in seguito ad un uso ripetitivo delle gambe, che aumenta con il riposo. Il dolore è presente nell’estensione della gamba, nell’eseguire un piegamento sugli arti inferiori, nel salto, nei cambi di direzione. É spesso presente appena svegli, i primi passi sono dolorosi, mentre con il cammino tende a migliorare, così avviene anche per l’attività. Durante l’attività sportiva solitamente tende a diminuire perchè il ginocchio si scalda, mentre se ci si ferma, la temperatura del tendine si abbassa ed il dolore aumenterà se riprendiamo l’attività. Se lo stato infiammatorio è già progredito, il dolore influenzerà le prestazioni, infatti si avvertirà dolore anche con il ginocchio caldo. Il dolore non è quasi mai acccompagnato da gonfiore del ginocchio, ma si avrà un ispessimento del tendine. I sintomi che si possono avvertire sono il dolore alla palpazione diretta del tendine rotuleo e zoppia nella deambulazione nei casi più gravi. Vengono distinti ben 4 stadi clinici di tendinopatia rotulea:

  • Stadio 1: il dolore compare dopo l’allenamento, l’attività non è limitata;
  • Stadio 2: il dolore è presente all’inizio, scompare con il riscaldamento e ricompare a freddo;
  • Stadio 3: il dolore permane per tutta la durata della prestazione;
  • Stadio 4: la rottura del tendine.

Diagnosi:

Con l’aiuto dell’anamnesi e un approfondito esame soggettivo ed oggettivo effettuato da un medico è solitamente sufficiente per diagnosticare la tendinopatia rotulea. Esami strumentali come l’ecografia muscolo-tendinea o una RMN possono essere richiesti dal medico per confermare con certezza l’esito della diagnosi e per verificarne l’entità dello stato infiammatorio oppure per escludere danni estesi.

Cosa fare in caso di tendinopatia rotulea?

Il trattamento, inizialmente conservativo, è sempre molto delicato e le possibilità di successo dipendono dalla gravità del quadro patologico e dal tempo di insorgenza della sintomatologia. È importante comprendere che il dolore legato alla tendinopatia del rotuleo presente da mesi, potrà richiedere un considerevole periodo di riabilitazione prima della scomparsa dei sintomi e della piena ripresa funzionale. Il buon esito del trattamento riabilitativo della tendinopatia rotulea è molto differente a seconda del tempo di insorgenza della patologia stessa, della gravità e del tipo di Paziente. Un quadro di recente insorgenza e modesta gravità offre buone possibilità di successo, indipendentemente dallo sport; un quadro presente da tempo, precedentemente maltrattato e di gravità maggiore deve essere considerato una situazione molto difficile con notevoli possibilità di insuccesso, soprattutto in atleti che non sono abituati a convivere con il problema. Nella fase iniziale del trattamento deve essere osservata l’astensione da attività che comportino sollecitazioni eccessive sul tendine rotuleo quali saltare, correre su dislivelli, flessioni del ginocchio oltre i 90°, salire le scale. Successivamente sarà importante sottoporsi ad un percorso riabilitativo attraverso le terapie fisiche strumentali (laser, onde d’urto, ultrasuono). Talvolta capita che in una singola seduta vengano integrati più mezzi fisici, al fine di dare uno stimolo specifico alla biologia del tessuto. L’indicazione terapeutica di un elettromedicale è in relazione alle strutture anatomiche che di intendono trattare, alla profondità del tessuto, a livello di infiammazione e allo stato della patologia, acuta, sub acuta, cronica. La terapia fisica non rappresenta la soluzione per la sindrome femoro rotulea ma è sicuramente di supporto nelle fasi acute della patologia, quando è necessario ridurre in dolore e l’infiammazione dei tessuti, prima di recuperare gli aspetti funzionali e di coordinamento muscolare. Molto importante in questa fase il massaggio decontratturante del quadricipite, riflessogeno del retto femorale e il massaggio trasverso profondo del tendine rotuleo unito ad una buona esecuzione di esercizi di stretching della catena anteriore e posteriore per allentare le tensioni sul tendine stesso. In fase subacuta si può iniziare il rinforzo muscolare eccentrico ed elastico del quadricipite e dei muscoli del core; in assenza di dolore si può passare al recupero del gesto specifico e ad esercitazioni preventive. Il rinforzo delle strutture muscolari è sicuramente la parte più importante ma anche quella più delicata. Si dovranno effettuare esercizi isometrici, eccentrici con un peso leggero per aumentare la forza del quadricipite senza però sovraccaricare il tendine. Un lavoro di propriocezione ed equilibrio è fondamentale per migliorare la stabilità del ginocchio. Solo quando si ha un completo recupero di tutti i gesti motori con assenza di movimento si può riprendere l’attività sportiva. In caso contrario si possono avere recidive, causando un’interruzione maggiore dall’attività fisica.

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